Diga delle Tre Gole: nuovo simbolo della potenza cinese

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19 Maggio 2006

PECHINO: Dopo 13 anni di lavori di costruzione che hanno visto il trasferimento di oltre un milione di abitanti dei villaggi circostanti, la Cina sta per versare l’ultima colata di cemento sulla diga che finalmente terrà a bada le acque dello Yangtze (Fiume Azzurro) che hanno nutrito e allo stesso tempo tormentato il popolo cinese per cinquemila anni.

Operai e ingegneri, molti dei quali hanno speso gran parte della loro carriera per la realizzazione del progetto, si riuniranno sabato per festeggiare la fine della costruzione.

La gigantesca barriera, alta 185 metri e lunga 2,3 km, taglierà in due la Cina dall’altopiano occidentale del Qinghai fino a Shanghai per 6.300 km.

Il progetto delle Tre Gole, che ha impiegato 25 mila operai e un budget di 24 miliardi di dollari, è il più ambizioso lavoro ingegneristico dai tempi della Grande Muraglia.

Ha preso il posto della diga Itaipu in Brasile, come il maggiore impianto di produzione idroelettrica e per il controllo delle acque, fornirà energia a 26 turbine arrivando a produrre 85 miliardi di kilowatt/ora di elettricità. Al confronto, la Diga di Hoover, nella zona del Nevada-Arizona, produce 4 miliardi di kilowatt/ora l’anno.

È proprio per i suoi ambiziosi obiettivi, come anche per i costi umani, che la Diga delle Tre Gole è diventata il simbolo della forza e determinazione cinese che ha permesso al Colosso asiatico di prendere posto tra le maggiori potenze economiche mondiali.

Allo stesso tempo, il progetto ha dimostrato la volontà del Partito Comunista di sacrificare i diritti individuali per il bene del Paese, disposto a correre anche grossi rischi in nome del progresso.

La diga lungo il fiume Azzurro è un sogno che accompagna la popolazione cinese da secoli.

Sun Yat-sen, il padre fondatore della Repubblica cinese, aveva chiesto la costruzione di una diga già nel 1918 e Mao Zedong, il cui Partito Comunista prese il potere nel 1949, scrisse 7 anni più tardi che "le mura di pietra dovevano innalzarsi dal fiume". Fu poi lasciato all’attuale leadership comunista il compito di realizzare il progetto.

Li Peng, ex funzionario esperto di idraulica, ha fatto partire il progetto nel tardo 1980, quando fu nominato premier, e ora il completamento della diga sarà celebrato sotto il presidente Hu Jintao, anch’egli con un’istruzione da ingegnere idraulico, che ha adottato il concetto di "sviluppo scientifico" come proprio mantra.

Tuttavia, i critici del progetto, e ce ne sono tanti sia in Cina che all’estero, mettono in dubbio la reale scientificità del Gigante di pietra. Nonostante la questione dei costi, stimati attorno ai 24 miliardi di dollari, gli esperti sottolineano che la diga produrrà solo il 2% dell’elettricità necessaria alla Cina entro il 2010.

Inoltre, gli ambientalisti hanno avvisato che la riserva di acqua dietro la diga potrebbe ridursi in un gigantesco bacino di rifiuti per colpa degli scarichi di Chongqing, il maggiore centro urbano cinese a monte della diga.

Il Governo, da parte sua, ricorda che 5 miliardi sono stati investiti per la realizzazione d’impianti per il trattamento delle acque di scolo attorno a Chongqing e ad altre città nelle vicinanze, per impedire che il fiume si trasformi in un immenso scarico di rifiuti.

Li Yong’an, direttore della società responsabile dei lavori di costruzione della diga, ha dichiarato che nonostante le difficoltà, il progetto sta avanzando rapidamente ben oltre le previsioni e risolverà "una delle maggiori fonti di preoccupazione per il popolo cinese": le inondazioni, che da secoli devastano il bacino del Fiume Azzurro, provocando oltre 145 mila vittime nel 1931 e altre 142mila 4 anni più tardi. Nel 1998, nel corso dei lavori di costruzione, oltre 2000 persone hanno perso la vita travolte dalle acque.

Ylenia Rosati