Dinamiche geopolitiche ed economiche: Asia al centro

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Dinamiche geopolitiche ed economiche: Asia al centro

25 Luglio 2007

ASIA AL CENTRO

Autori: Franco Mazzei, Vittorio Volpi

Titolo: Asia al centro

Milano: Università Bocconi Editore, 2006

ISBN: 88-8350-090-3

Prezzo: 25 euro

Globalizzazione, diversità culturale, modernità, Asia: sono solo alcune delle tematiche che si incontrano in Asia al Centro, il prezioso volume di introduzione agli area studies sull’Asia Orientale scritto da due dei massimi esperti della materia in Italia: Franco Mazzei, decano dell’Università di Napoli "L’Orientale", docente di storia dell’Asia, di relazioni internazionali e di world politics, e Vittorio Volpi, presidente del consiglio d’amministrazione di USB in Italia, esperto di marketing e gestione della diversità culturale.

Il libro si presenta come un’agile e ricca introduzione al mondo asiatico, a quei paesi, in particolare, che hanno accettato, con risposte diverse, le due maggiori sfide del mondo contemporaneo, la modernizzazione e la globalizzazione, e che si pongono quotidianamente sulla scena dell’economia e della politica mondiali con novità impressionanti e con un dinamismo tale che la zona d’interesse è stata ribattezzata ‘Asia dinamica’. Oltre al colosso ormai affermato della Cina, l’Asia dinamica include anche il Giappone, il Vietnam, la Corea del Sud e le marche marittime cinesi (Singapore, Taiwan, Hong Kong), divenendo secondo le previsioni degli esperti "il vertice più attivo del triangolo economico mondiale" (p. XII). Tuttavia, non è solo il mondo sinico a farne parte: l’Asia dinamica si espande fino a includere anche, e sempre di più, il Sud-est asiatico indianizzato-islamizzato e, soprattutto, l’India, tanto che nella pubblicistica occidentale non è raro incontrare il termine ‘Cindia’ per indicare la vasta area geopolitica e geoeconomica di nostro interesse.

Soffermandosi sull’Asia orientale, Mazzei e Volpi ritengono che lo sprone principale al dinamismo asiatico sia da rintracciare nelle sfera culturale dei paesi in questione: il cosiddetto ‘polo confuciano’ ritrova nelle proprie variabili culturali l’elemento cardine che intercorre al dato economico, sociale e politico.

Dopo un capitolo introduttivo sugli incontri tra Occidente e Asia Orientale, una descrizione dei dati geopolitici e geoeconomici essenziali e una sinossi delle variabili culturali confuciane, il testo affronta la diversità delle risposte date da Giappone e Cina alla sfida modernizzante dell’incontro con l’Occidente e alla globalizzazione, ripercorrendo l’ultimo secolo e mezzo dei due paesi. Nei capitoli centrali varie nozioni sull’Asia Orientale (ad es. particolarismo nipponico, maoismo e rivoluzione culturale in Cina, quadri strategici del secondo Novecento, ecc.) vengono riprese e viste alla luce di prospettive attuali e future. Oltre all’Asia dell’Est, gli autori guardano e analizzano con interesse anche l’India, la democrazia più grande del mondo, in cui si scorge una possibile terza via alla modernizzazione, che non a torto si definisce ‘via indiana’.

Negli ultimi capitoli, istanze culturali ed economiche e sociali vengono messe in relazione, cercando di dare un’interpretazione e un quadro completo delle origini della sfida asiatica. È incluso anche un capitolo sulla gestione della diversità culturale considerando il magistero del gesuita teatino Alessandro Valignano (di cui nell’ottobre 2006 è stato celebrato il quattrocentesimo anniversario della morte), Visitatore della Compagnia in Giappone e inventore e promotore di quel metodo di adattamento della evangelizzazione ai popoli incontrati, noto ora come ‘inculturazione’, e che rappresenta un modello autorevole per la gestione della diversità, a tutti i livelli, che l’attuale stato dei rapporti etnici ci impone di considerare.

La ricca bibliografia completa l’opera di un testo di cui non si potrà sicuramente fare a meno se si vorrà conoscere l’Asia Orientale, come studenti e studiosi, ma anche come semplici uomini del terzo millennio che necessitano di comprendere maggiormente il dibattito sul sempre crescente dominio est-asiatico della scena mondiale. La scrittura, infatti, permette una lettura anche ai non specialisti, a chi, sentendo parlare e leggendo in continuazione di Cina, India, Giappone, vuole comprendere il ruolo e la natura effettiva di questi paesi nella attuale situazione mondiale. Asia al centro è senz’altro un riferimento imprescindibile di fronte a un proliferare di testi di semispecialisti, in particolare di tanti reportage di viaggio redatti da chi con solo una breve esperienza nel lontano Est crede di poter fornire strumenti di lettura e interpretazione autorevoli. Eppure, questo libro è qualcos’altro che non un semplice manuale di studi asiatici. Il primo capitolo parla di incontri, il capitolo 11 di Alessandro Valignano e gestione della diversità culturale, le ultime pagine si soffermano sul ripristino di una "via della seta" fra gli estremi dell’Eurasia. Insomma sembra che, in fin dei conti, il testo sia un utile rimando anche per gli studi sull’interculturalità: gli autori dimostrano che la conoscenza della diversità, soprattutto quella più stereotipata, produce ricchezza e deve essere il punto di partenza per la costruzione di relazioni fra i popoli e le culture. In definitiva, alla "fine della storia" di Fukuyama e allo "scontro delle civiltà di Huntington", ci invitano a sperare ancora in un futuro dove la diversità culturale sia la prerogativa della geopolitica e della geoeconomia, inizio di un nuovo incontro delle civiltà.

Antonio Manieri