Dopo una notte d’amore sparisce il palmare del consigliere del premier britannico Gordon Brown. Sospettati gli 007 cinesi.

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22 Luglio 2008

PECHINO: Uno dei più stretti collaboratori del premier inglese Gordon Brown viene derubato del suo palmare e subito si sospetta l’amante-spia cinese. Il fatto — accaduto a gennaio ma rivelato solo ora dal Sunday Times –, ha tutti gli ingredienti per diventare un nuovo episodio della fortunata saga di 007: il pezzo grosso di turno, una splendida seduttrice e la scomparsa di informazioni riservate dopo una notte di sesso in hotel.

Stando ai fatti riportati dal domenicale inglese, la vittima del presunto raggiro sarebbe un importante consigliere di Downing Street, giunto in Cina al seguito del leader del Partito Laburista per una missione diplomatica di due giorni. Alla vigilia del rientro in patria, l’uomo è stato avvicinato da un’avvenente ragazza cinese durante una festa in un lussuoso hotel di Shanghai, quindi, trascorse un paio d’ore a chiacchierare e ballare, la serata si è conclusa in camera da letto. L’indomani mattina però, dopo i frettolosi saluti della donna, l’imprudente amante si è accorto della scomparsa del palmare informando immediatamente lo ‘Special Branch Protection Team’, il gruppo addetto alla sicurezza del primo ministro Brown. Inutile mettersi sulle tracce della donna, praticamente sparita nel nulla, assieme al prezioso apparecchio elettronico. Sebbene le autorità inglesi abbiano sgonfiato la notizia assicurando che le informazioni sottratte non pregiudichino la sicurezza nazionale, desta comunque preoccupazione il fatto che il dispositivo fosse pieno zeppo di numeri telefonici ed informazioni ‘sensibili’ sufficienti per accedere al traffico e-mail delle prime 10 cariche governative.

Ad alimentare il sospetto che si sia trattato di una ‘trappola sessuale’ (nel gergo di James Bond ‘honey trap’, la dolce trappola, introdotta dal Kgb durante la Guerra Fredda) escogitata dall’intelligence cinese per carpire informazioni segrete a Londra, il fatto che le autorità britanniche abbiano aperto un’inchiesta. È nota da tempo, infatti, la convinzione negli ambienti londinesi del SIS (Secret Intelligence Service, meglio noto come MI6), che la Cina stia portando avanti una massiccia azione di spionaggio, soprattutto economico, ai danni di Sua Maestà.

Se da una lato il consigliere inglese se l’è cavata con dei "rimproveri formali", peggio è andata nel passato ad altri pesci grossi rimasti invischiati nel ‘miele’, è il caso del ministro degli esteri canadese Maxime Bernier, il quale a maggio si era scordato sul divano dell’amante un fascicolo segreto riguardante il vertice Nato svoltosi a Bucarest. Per lui furono inevitabili le dimissioni.

I fatti di Shanghai lasciano pochi dubbi sulla crescente attività in Occidente degli 007 di Pechino, convinzione rafforzata dalle autorità statunitensi, al lavoro per mettere in guardia diplomatici e grossi manager sulla possibilità di essere vittima degli hacker cinesi, soprattutto durante i giorni di forte afflusso turistico delle Olimpiadi.

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Emanuele Confortin