Esercito cinese si rafforza, fattore destabilizzante, sostiene Giappone

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30 Marzo 2006

TOKYO: La crescente forza militare della Cina e le sempre più frequenti tensioni con Taiwan sono tra i maggiori fattori a minare la stabilità nella regione dell’Asia Orientale, secondo un rapporto strategico pubblicato in questi giorni da un think-tank affiliato al ministero della Difesa giapponese. I rapporti tra Giappone e Cina sono peggiorati recentemente, a causa di dispute territoriali e delle ripetute visite del premier giapponese Junichiro Koizumi al tempio di Yakusuni a Tokyo, visto da Pechino come il simbolo del passato militarismo del Giappone in onore dei criminali di guerra. Koizumi, da parte sua, ha criticato la posizione della Cina, affermando che la questione delle visite al tempio non dovrebbe interferire nei summit tra i due Paesi. L’Istituto Nazionale per la Difesa, un importante think-tank governativo, in un rapporto annuale sulla strategia nell’area dell’Asia Orientale, mette in guardia dal crescente rafforzamento militare della Cina e dalla forte pressione esercitata su Taiwan. L’Esercito Popolare di Liberazione, che conta 2.3 milioni di unità, è il maggiore esercito esistente al mondo. Pechino ha rivelato in questo mese che il budget ufficiale per la Difesa salirà a 283.8 miliardi di yuan (35 miliardi di dollari) nel 2006, il 14.7 per cento in più rispetto al 2005. Le spese militari della nazione sono raddoppiate negli ultimi anni, tuttavia America e Giappone sostengono che la Cina spenda in forze e armamenti molto più di quanto mostri in realtà il budget. A dicembre, il ministro degli Esteri giapponese Taro Aso ha sollevato un ‘polverone diplomatico’ quando ha affermato che il rafforzamento militare della Cina rappresenta una minaccia, data la sua mancanza di trasparenza, causando una dura risposta da parte di Pechino e l’ulteriore inasprimento dei rapporti. Stando al rapporto, la Cina avrebbe aumentato considerevolmente il numero di missili balistici dispiegati lungo le coste confinanti con lo Stretto taiwanese, e gli esercizi militari, inclusi quelli condotti congiuntamente da Russia e Cina lo scorso anno, erano in realtà indirizzati a Taiwan. "Sebbene Pechino cerchi la riunificazione con lo Stretto attraverso mezzi pacifici, continua a modernizzare i suoi impianti balistici e nucleari, per impedire che l’isola diventi indipendente", riferisce il rapporto. La Cina sta cercando di guadagnarsi il ruolo di leader regionale nell’Asia Orientale, stringendo anche accordi commerciali con le nazioni del Sud-est asiatico. Ciononostante, il rapporto afferma che le sue relazioni con il Giappone permangono in una situazione di stallo. Descrivendo le relazioni bilaterali come "politicamente fredde ma economicamente calde", il rapporto continua affermando che le mani del Governo sono legate dal sempre più diffuso sentimento anti-giapponese tra il popolo cinese, dovuto alla tragica memoria dell’invasione giapponese in Cina prima e durante la Seconda Guerra Mondiale. Le relazioni tra Tokyo e Pechino sono però peggiorate da quando Koizumi è salito al potere nel 2001 e ha iniziato le sue visite annuali al tempio di Yakusuni. La Cina da sempre sostiene che queste visite costituiscono uno dei maggiori ostacoli alla ripresa dei rapporti bilaterali. "Non ha senso per la Cina cancellare i summit solo a causa delle visite al tempio", ha dichiarato Koizumi ad una commissione parlamentare. I due Paesi sono coinvolti in un’accesa disputa anche per la questione delle risorse energetiche nel Mar cinese orientale.

Ylenia Rosati

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