Esperienze di Viaggio: India, suggestioni culinarie e buone maniere

Esperienze di Viaggio: India, suggestioni culinarie e buone maniere

30 Aprile 2007

BANGALORE: E’ tra le città indiane quella con il tasso di crescita e di sviluppo più veloce di tutto il continente.

La più veloce delle città indiane è anche quella con il maggior numero di spazi verdi, tanto che a ragione si è valsa l’appellativo di ‘Garden City’.

Data la sua posizione invadibile, distesa su un altopiano a 900 metri di altezza, in città non c’è mai ne troppo caldo ne troppo freddo, e la sera il clima è ideale per andare alla scoperta dei numerosissimi locali e ristoranti che ne animano il centro.

Infatti, se è vero che il giorno è dedicato agli affari, è la sera che questi hanno l’avallo definitivo e che le carte vengono firmate, magari davanti ad una magnifica aragosta, servita su una foglia di banano in un ristorante tipico del Kerala, e gustata con l’immancabile Kingfisher, la birra più bevuta in India.

Ma a fronte di tanta innovazione Bangalore è, e rimane una città indiana, e come tale intrisa di tradizioni, usanze e regole che è giusto conoscere prima di intraprendere un viaggio nel Sub Continente. A tavola si concludono gli affari e si scopre, magari per la prima volta, che di fronte ad un masala dosa (una sorta di omelette ripiena di verdure) o ad un chapati (pane sottile, tondo non lievitato) anche i Chairman più austeri mangiano con le mani…

Alla domanda sul perché gli indiani mangino con le mani la risposta che si ottiene sempre è che in questa maniera il sapore del cibo è più gustoso. Tuttavia, non bisogna disperare perchè per andare incontro a questa diversa esigenza, in India anche il cibo si è adeguato, e le porzioni e la consistenza delle pietanze si sono adattate ad essere consumate con il solo utilizzo delle mani.

Ad ogni modo mangiare in questa maniera è un’esperienza culturale, oltre che gastronomica, che consiglio a tutti di provare durante un viaggio in India.

Per i più intraprendenti, ecco alcuni consigli per gustare a pieno la cena, e soprattutto per stupire i propri commensali. Innanzitutto, i maggiori problemi che noi occidentali riscontriamo di fronte ad un pasto da consumare senza l’ausilio delle posate sono di natura igienica e culturale, ed infatti quanti di noi da bambini non si sono sentiti dire, almeno una volta, di lavare le mani prima di andare a tavola e di usare le posate- Tuttavia, una volta lavate bene le mani metà del lavoro è fatto!

La tecnica da utilizzare per mangiare con grazia ed educazione prevede un sapiente utilizzo dei polpastrelli. Infatti, una volta che il cibo è stato raccolto in piccola quantità con le dita, il pollice aiuta gentilmente a spingerlo dentro la bocca, facendo attenzione che esso venga solo appoggiato sul labbro inferiore senza infilarvi dentro le ditta.

Per quanto al nostro occhio inesperto le normali regole del bon ton sembrino rivoluzionate, anche qui esistono delle buone maniere che devono essere rispettate, anche se con una piccola, ma sostanziale differenza tra il nord ed il sud dell’India.

Infatti nel Nord del paese, dove si mangia più pane e riso asciutto, le buone maniere vogliono che le uniche parti della mano preposte a toccare il cibo debbano essere solo le estremità delle dita, mentre nel Sud, dove si mangia molto più riso con salse e curry, il cibo possa essere toccato con l’intera mano, facendo però attenzione a che il condimento non coli sul dorso, cosa ritenuta poco elegante.

Tuttavia la regola aurea è che bisogna mangiare esclusivamente con la mano destra e nessuna deroga viene concessa, fatta eccezione per i mancini, a patto che informino in anticipo gli ospiti e si scusino con loro. La mano sinistra, infatti, è deputata ad altra funzioni, di più basso lignaggio, e pertanto considerata impura non è adatta a toccare il cibo, specialmente quando lo si offre ad un altro commensale. Di norma la mano sinistra rimane sul grembo e può essere utilizzata esclusivamente per prendere del pane (dato che è l’unica mano pulita), oppure per servirsi con una posata o porgere un piatto ad un vicino.

Infine ci sono dei luoghi, anche in India, dove non è visto di buon occhio mangiare con le mani, e questo riguarda i ristoranti più alla moda, dove la tavola è imbandita con le posate.

In questo caso noi occidentali possiamo stare tranquilli e finalmente sentirci a nostro agio ritrovando la certezza dei gesti consueti.

E così, noi tutti, finalmente rassicurati da coltello, forchetta possiamo mangiare in santa pace e poco importa se il nostro ospite alla fine del pasto dimostrerà tutta la sua approvazione con un sonoro, squillante ed in India del tutto lecito rutto.

Chapati

Il chapati è un tipo di pane molto diffuso in India ed originario del Nord del paese; molto semplice da preparare, può accompagnare molti piatti a base di carne, verdure o pesce.

· Difficoltà: semplice

· Tempo di cottura: 1 ora e 30 minuti

· Ingredienti per 4 persone: 250 gr. di farina di frumento, acqua, Ghee (burro indiano) oppure olio, Sale

Per preparare un buon Chapati, morbido e fragrante si devono unire alla farina 3 cucchiai di olio e 120 gr. di acqua tiepida, precedentemente salata, e mescolando bene, fare attenzione che non si creino dei grumi.

Nel Chapati il segreto dell’impasto sono le mani, che per impastare non devono essere mai fredde, per consentire all’impasto di amalgamarsi per bene senza incollarsi al fondo del tavolo di lavoro.

Dopo aver impastato con cura per dieci minuti circa, tra le mani si dovrebbe essere formata una palla di pasta dalla consistenza compatta che dovrà essere avvolta in un panno umido e fatta riposare per 1 ora, in un luogo tiepido.

Trascorso il tempo di attesa si dovranno ricavare dall’impasto circa 10 palline di pasta che dovranno essere appiattite con il matterello fino ad ottenere dei dischetti di circa 10 cm. di diametro.

In mancanza del Ghee si può usare usate l’olio di semi per imburrare un tegame antiaderte, sul quale, una volta riscaldato, andranno disposti i dischetti che dovranno essere cucinati a fuoco medio fino a che non si gonfieranno un po’ e cominceranno ad evidenziarsi delle zone brunite e delle piccole bolle, allora dovrete girarli e cuocerli leggermente anche dall’altra parte.

Toglieteli dal fuoco e serviteli caldi.

Mercedes Lopez