Creare il futuro, gestire il Presente, dimenticare il Passato

a cura di: Gianni Gregoris

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La grande sfida dell’impresa che vuole innovarsi ed internazionalizzarsi

Il Management delle imprese, sbagliano a non investire nei programmi di sviluppo del futuro, mentre la loro attenzione dominante è la gestione del presente attraverso l’esperienza ed i risultati del passato. Il presente è una risorsa importante, in quanto rappresenta il motore economico per generare liquidità e profitti da reinvestire in nuovi progetti di sviluppo. Il presente serve a costruire, strategie di sviluppo prioritarie per il futuro, quando questo non succede, la visione dell’attività tipica dell’azienda è miope nel vero senso della parola.

Nella borsa degli attrezzi per lo sviluppo delle Pmi, spesso manca uno strumento importante, il budget da destinare allo sviluppo. Il futuro, lo si costruisce giorno dopo giorno per lavorare sulle opportunità di domani. Condurre l’impresa verso il futuro, richiede l’attitudine a saper gestire l’attività di business del presente, allo stesso tempo lavorare per creare le opportunità del giorno dopo. Ma il vero problema è l’abitudine di rimane legati ai valori del passato attraverso il quale viene gestito il presente, dimenticando gli attrezzi fondamentali da utilizzare per lo sviluppo, la ricerca, l’innovazione tecnologica, la formazione professionale, l’internazionalizzazione; si tratta di un’imprudenza che lascia l’azienda senza prospettive di crescita e di sopravvivenza nell’economia globalizzata e ipercompetitiva.

Per sviluppare le opportunità del futuro è necessario costruirlo giorno dopo giorno, per condurre l’impresa verso processi ciclici innovativi. Basta partire dal presupposto che il futuro non è qualcosa molto lontano o irraggiungibile, non possiamo metterlo in secondo piano rispetto alla gestione del Passato e del Presente. Tutto ciò significa che, se volessimo costruire il futuro dovremmo lavorarci prima, oggi per domani. Tutto ciò richiede uno sforzo non comune ed organizzativo da parte del Management della Pmi che vuole innovare, perché deve azzerare le minacce e forme associate di resistenze tutte interne all’azienda, radicate nelle aree gestionali del Passato e del Presente. Tutto ciò che è nuovo viene ostacolato creando un muro impenetrabile nei confronti delle future potenzialità, senza l’azzeramento delle resistenze, la lotta diventa impari, come quella di Don Chisciotte che lotta contro i mulini a vento.

Per rimuovere gli ostacoli allo sviluppo, sarà necessario individuare un modello che mette insieme i tre momenti topici della vita aziendale: il Passato, il Presente ed il Futuro.

Per bilanciare le connessioni tra Passato, Presente e Futuro, i managers devono lavorare per risolvere le tensioni che si creano quando all’organizzazione aziendale presentiamo nuovi modelli di business, ancora più difficili da far comprendere, nel momento in cui forse l’azienda sta conseguendo elevate performance di successo o allo stesso tempo, il business si trova nella sua fase di forte declino, in entrambi i casi l’innovazione di cui l’azienda ha bisogno, crea tensioni.

I nuovi modelli di business, innescano tensioni che devono essere gestite, se si vuole introdurre i cambiamenti nelle imprese.

  • Dimenticare il Passato: uscire dai vecchi schemi del passato. Molte imprese commettono l’errore di tentare di costruire il successo attraverso il passato, focalizzano e massimalizzano il cash flow e profitti generati dal core business, non reinvestendo in attività di sviluppo. Le risorse generate, vengono distratte su investimenti speculativi di tipo immobiliare, finanziario o di altro tipo e comunque non attinenti all’innovazione dell’attività tipica dell’azienda;
  • Gestire il Presente: ottimizzare l’attività tipica presente per creare risorse da destinare ai progetti di sviluppo;
  • Costruire il Futuro: inventarsi un nuovo modello di business, capace di gestire il Passato, il Presente e il Futuro, attraverso tre differenti profili professionali, attitudini e leadership. Con questo modello di attività e comportamenti delle varie figure specialistiche, l’organizzazione aziendale associa i tre fattori della vita aziendale attraverso il quale si inventa il futuro come una costante nel processo continuo, giorno dopo giorno, piuttosto che una volta ogni tanto; costruire oggi quello che vorrei fare domani.
  • Il futuro non lo si costruire senza allocare risorse umane (HR) e finanziare, da ripartire equamente al fine di bilanciare le tre fasi della conduzione aziendale. Il modello del “Tre” (Passato, Presente e Futuro), aiuta a raggiungere una performance globale e più futuristica.

Lo schema per funzionare, richiede di scrivere le regole:

  1. Quelli che sono impegnati a gestire il passato, non devono essere distratti verso la gestione delle attività legate al presente e futuro, in quanto si tratta di professionalità incompatibili;
  2. Non ignorare la gestione organizzativa del presente, per raggiungere gli obiettivi del futuro, sarà necessario implementare l’attività tipica dell’impresa, per produrre cash flow e profitti da ridistribuire nelle varie aree di gestione;
  3. Gestire le conflittualità che possono sorgere, è necessario prevedere un sistema di protezione contro i rischi interni da forme di resistenze all’innovazione;
  4. Creare un percorso dove la gestione del passato e del presente aiuti a raggiungere gli obiettivi di innovazione e sviluppo, le tre componenti della vita aziendale devono amalgamarsi tra di loro;
  5. L’ultimo punto è la regola ciclica di preservare il presente, annullare gli effetti negativi del passato e costruire il futuro. Quest’ultima regola, riassume il modello organizzativo di business orientato allo sviluppo, all’innovazione, all’internazionalizzazione, valide per qualsiasi attività produttiva, commerciale o di servizi.

Il modello per creare il Futuro, preservare il Presente e annullare gli effetti negativi del Passato, consente una visione complessiva della gestione dell’impresa e permette di lavorare sempre nella direzione dello sviluppo, ogni singolo giorno, al fine di sopravvivere non trimestre dopo trimestre, ma per generazioni.

Gianni Gregoris

Gianni Gregoris

Gianni Gregoris è il fondatore e General Manager della NETFasianworldwide L.T.D. con sede a Londra (GB), società multietnica che eroga tutti i servizi di Export Project Manager e di Management, specializzata per assistere i progetti di internazionalizzazione delle Pmi Italiane ed Europee nei mercati esteri emergenti di Cina, India, Sud Est Asia, Sud Est Europa e Paesi Balcani, Medio Oriente, Paesi Arabi. La società promuove tra i Partners e loro clienti anche l’attrazione degli Investimenti Diretti Esteri, oggetto di una forte competizione tra gli Stati dei Paesi emergenti, l’Italia e l’Europa al fine di incentivare l’interscambio di opportunità di business tra tutti i Partners aderenti al progetto di internazionalizzazione. Ispirato dagli eventi della globalizzazione e dai cambiamenti che impone nuovi modelli di business nei mercati esteri emergenti sempre più competitivi e globalizzati, ha avuto l’idea di fondere in un unico referente internazionale, professionalità specialistiche della filiera nei servizi specializzati di sviluppo all’internazionalizzazione, convinto che la globalizzazione è un’opportunità di crescita del lavoro mentre la competizione uno stimolo a migliorarsi. Per cogliere l’occasione, è stato necessario creare un modello di impresa innovativo, privilegiando il lavoro di team attraverso l’azione combinata di più professionalità diverse ma affini, facendo proprio una frase celebra “Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme e un progresso, lavorare insieme e un successo” (Henry Ford).