Euro rafforzato? Nessun rallentamento per il design italiano in Giappone: l’esperienza diretta di Calligaris

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19 Novembre 2007

TOKYO

Corriere Asia ha intervistato Massimiliano Musacci, che dopo l’esperienza nelle filiali giapponesi di De’ Longhi e Mirari, è ora managing director di Calligaris Japan.

Corriere Asia: Quando è cominciata la vostra avventura in Giappone?

Massimiliano Musacci: Il gruppo Calligaris ha cominciato ad affacciarsi sul mercato giapponese alla fine degli anni Ottanta, sulla scia del boom edilizio dovuto alla nota bolla economica in atto in quel momento, ottenendo fin da subito un buon riscontro in termini di vendite. Nell’ottobre 2005 è stata ufficialmente fondata la filiale commerciale Calligaris Japan: una decisione strategica presa dal gruppo, per meglio incontrare le esigenze di un mercato particolarmente esigente, in termini di servizio erogato e qualità del prodotto.

CA: Cosa vi ha spinto a investire nel mercato giapponese?

MM: Il mercato giapponese è uno dei mercati nell’Estremo Oriente più sensibile ai prodotti che sono espressione di determinati stili di vita. In particolare il consumatore giapponese è sicuramente ben informato sugli stili di vita europei e in particolare di quello italiano: la domanda per prodotti della quotidianità italiana è forte e si manifesta in ogni direzione, nel settore della moda, dei prodotti alimentari e anche negli interni. Incontrare questa domanda di prodotti, affermati e autentici nei paesi di origine, è una delle chiavi di successo per un’azienda straniera presente nel mercato giapponese. Il gruppo Calligaris, leader in Italia nel settore della produzione di mobili, ha tutte le caratteristiche per diventare il punto di riferimento nel segmento luxury but affordable degli interni di gusto italiano in Giappone. Questa visione strategica ha spinto a investimenti importanti in questo mercato.

CA: Quali vantaggi offre oggi il Giappone agli imprenditori italiani?

MM: E’ un mercato che offre notevoli spazi di consolidamento per marchi affermati con una storia commerciale alle spalle. Un mercato esigente e altamente competitivo, ma se approcciato correttamente diventa un asset strategico di lungo periodo per un’azienda. Agli imprenditori italiani offre la possibilità di monetizzare e consolidare i nostri marchi e prodotti, con una lunga tradizione alle spalle. Laddove il marchio venga correttamente instaurato e supportato, si può creare un’attività commerciale di alto livello qualitativo con buone prospettive di lunga durata temporale.

CA: Quali difficoltà avete incontrato?

MM: Le difficoltà principali per un’azienda italiana che decide un investimento in Giappone sono certamente in termini economici. Il mercato giapponese è un mercato di qualità, con alte potenzialità, ma allo stesso tempo cost consuming. Una corretta customizzazione del business verso i costi fissi e variabili è sicuramente la sfida principale, qualora si decida di aprire una filiale commerciale in Giappone.

CA: Chi sono e cosa cercano i clienti giapponesi nei vostri prodotti?

MM: La sociologia dietro alle scelte di consumo dei clienti giapponesi è certamente molto complicata. Ognuno cerca di dare la propria interpretazione, ma rimane un punto di vista soggettivo, condizionato dalle proprie esperienze personali in Giappone. Io mi spavento un pochino, quando sento dire: "Ai giapponesi piace lo stile di vita italiano e vorrebbero adottare uno stile di vita italianeggiante". Sicuramente il cliente cerca in un prodotto di arredamento italiano, lo stile di vita a esso correlato più che la funzione. Detto questo, posso concludere che il cliente giapponese acquistando un prodotto Calligaris, intende decorare il proprio contesto di vita quotidiana con un oggetto di design, per "aromatizzare" diversamente il proprio stile di vita.

CA: Design italiano: non solo prodotti di qualità ma anche proposta di un nuovo life style. Pensa che sia questa la formula per avere successo in Giappone?

MM: Io penso piuttosto che sia vero l’opposto. "Design italiano: non solo proposta di life style, ma anche prodotti di qualità". Ultimamente la sfida principale è quella di mantenere un livello qualitativo di produzione italiana alto. Il discorso life style è importante, ma in Giappone un livello qualitativo alto dei prodotti è ormai dato per scontato. Al cliente giapponese fa molta presa il discorso del made in Italy: è il corredo perfetto a una promessa di life style italiano.

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da Tokyo, Mariaelena Vazzoler

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