Facilitazioni dall’Asia: l’imprenditoria italiana in Giappone inizia a costo zero.

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8 Giugno 2007

TOKYO: Siamo andati ad incontrare nell’ufficio della IC Japan (questo il nome usato dalla Intercast Europe qui) il Presidente Gian Piero Citti, dove lavora con i suoi tre collaboratori giapponesi.

Corriere Asia: Dunque, potrebbe tracciarci un breve profilo suo e dell’azienda?

Gian Piero Citti: Beh, io sono arrivato in Giappone nel 1985, come rappresentante della Briko, che produceva materiali sportivi, e sono stato con loro fino alle Olimpiadi Invernali di Nagano del 1998, quando ho deciso di accettare l’offerta che mi stava facendo la Intercast e di occuparmi per conto loro del mercato qui.

Intercast produce filtrii ottici, in particolare lenti per occhiali da sole, settore in cui abbiamo una rilevanza a livello mondiale, ma ci stiamo muovendo anche nella produzione di lenti oftalmiche e di lastre ottiche ad uso industriale.

Qui sono partito da solo e adesso siamo una kabushiki-gaisha (S.p.A) con 4 dipendenti e un fatturato annuo di circa 400 milioni di yen (intorno ai 2,5 milioni di euro).

CA: Come sono stati gli inizi per la ICJ, e che funzioni svolge all’interno del gruppo Intercast?

GPC: La sede principale si trova a Parma, mentre il nostro centro di produzione, con più di un migliaio di dipendenti, si trova in Thailandia, col nome di Solarlens; poi ci sono le due filiali asiatiche, una a Hong Kong, che si occupa della Cina, e noi qui a Tokyo, che ci occupiamo di Giappone e Corea. Proprio mercoledì tra l’altro sarò in Corea a firmare un accordo di fornitura per lenti NXT oftalmiche con una compagnia coreana.

Noi qui abbiamo la funzione di gestire le ordinazioni che ci fanno i produttori di montature, di richiedere e gestire il materiale che arriva dalla fabbrica in Thailandia, di inviare campioni, ecc.., e contemporaneamente acquistiamo per conto del gruppo alcune materie prime che vengono prodotti in Giappone.

L’ufficio dove ci troviamo ora, da cui a breve ci trasferiremo perchè necessitiamo di ampliare il personale, è stato istituito quando siamo diventati una S.p.A. nel 2002. Prima di allora io svolgevo le mie mansioni da solo in uno di quei complessi di uffici dove con una spesa mensile di circa 50,000 yen mi veniva fornito lo spazio per lavorare.

CA: Vuol dire che al prezzo di un piccolo appartamento in affitto si può avere un ufficio a Tokyo?

GPC: Esattamente! Esistono queste società di servizi che possiedono interi piani di edifici vicini alle principali stazioni di Tokyo, dove poi vengono creati, arredati, accessoriati ed addirittura forniti di personale una serie di spazi poi affittati a privati con una spesa di base minima. Gli impianti ed il personale sono usati da tutti quelli che stanno nel posto, ma comunque ciò permette di aprire un ufficio di rappresentanza a Tokyo con veramente un nulla, quando per un affittarne uno vero e proprio ci vuole una certa trafila e dai sei agli otto mesi di anticipo.

Così abbiamo iniziato noi, con un ufficio di rappresentanza. Tra l’altro non c’è bisogno di essere una società registrata per aprirne uno e nemmeno carico fiscale, ma non si possono svolgere (più di tanto) mansioni commerciali. Quando ne abbiamo avuto la necessità abbiamo fondato la S.p.A. e ci siamo trasferiti qui.

Un altro aspetto interessante che sfruttiamo è la possibilità di affittare magazzini gestiti da società che si occupano non solo dello stoccaggio, ma anche della spedizione e, se serve, dell’imballaggio, a prezzi veramente ridotti.

Non è così difficile cominciare a farsi vedere qui, anche solo con un piccolo ufficio, per rendersi conto delle reali possibilità che ci sono. E poi bisogna essere pazienti e avere ben presente che una volta iniziato a lavorare seriamente, i primi tre-cinque anni verranno spesi per pareggiare i bilanci, e noi ce ne abbiamo messi quattro.

CA: Come stanno andando gli affari e su cosa state puntando adesso?

GPC: Vogliamo creare l’immagine di un vero e proprio brand intorno al nostro esclusivo polimero ottico NXT, che dovrà essere riconoscibile sia per chi compra che per chi produce. I passi che stiamo muovendo ultimamente ci stanno portando a sviluppare l’uso dello NXT non solo per le lenti da sole, ma anche per quelle da vista.

Purtroppo gli ultimi due anni hanno visto qui una certa contrazione della domanda per occhiali da sole, e quindi di riflesso anche delle lenti, ma al momento il nostro problema principale è fronteggiare la concorrenza, soprattutto cinese. Noi operiamo anche per conto di grandi firme, che spesso antepongono il risparmio alla qualità: i brand famosi possono permettersi di puntare più sull’immagine del prodotto che sulle effettive qualità ottiche, e quindi spesso ripiegano su lenti più economiche. Per tale ragione noi ci stiamo orientando anche su produttori di montature non particolarmente noti, ma che proprio per questo devono puntare sul valore aggiunto della qualità che noi siamo in grado di fornire loro.

Gigi Boccasile