Fare shopping nel week end? A Shanghai come in Italia impazza la febbre da Department Store

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17 Febbraio 2008

SHANGHAI: La piacevolezza del fare shopping è sicuramente un elemento distintivo del popolo italiano. Non che sia solo nostro, per carità, ma la piacevolezza della passeggiata, dell’aperitivo, accompagnato da qualche acquisto è sicuramente vissuto in un’atmosfera più curata e perché no a tratti "sacrale" dal nostro Bel Paese.

Ma qualcosa è sicuramente cambiato: il week end non è più difatti solo momento di riposo e da passeggiata; la tendenza nostrana degli ultimi anni riflette, infatti, una neonata passione per la febbre da "shopping center": immense isole commerciali in cui ritrovarsi con famigliari, amici e innamorati per fare acquisti, intrattenersi nelle varie locations multi differenziate fra bar, pubs, pasticcerie, sale da the, paninoteche. Ambienti per ogni gusto destinati a soddisfare le esigenze di comfort della clientela più variegata, allineati fra i negozi di abbigliamento e di casalinghi, a volte scomodamente assiepati fra boutiques di grandi brand italiani e internazionali, e quasi sempre sorvegliati dell’immenso ipermercato perennemente presente, dove si sa, la massaia più attenta finisce prima o poi per incappare in qualche compera gastronomica.

Il week end è diventato il momento del relax targato shopping e le vie dei centro cittadino, malinconicamente abbandonate nella loro atmosfera più rarefatta e composta, si ritrovano svuotate e vinte da competitors commerciali di dimensioni colossali, che incorporano cinema multisala e si trascinano in verticalismi di oltre sette o otto piani di negozi e attrattività…

L’italiano espatriato in Cina conosce bene questa dinamica sociale dello svago da fine settimana e nelle grandi città cinesi non può che realizzare al meglio la propria attitudine all’acquisto. A Shanghai come a Pechino impazza la sfida alla realizzazione di department storse dal concept rinnovato e sempre più attraente. Il target ormai si sa è dato dalla Cina borghese e dagli espatriati che rappresentano una fetta di mercato non indifferente.

A pochi giorni dall’inaugurazione del nuovo anno cinese, i centri commerciali poi avviano la loro offerta promozionale con una stagione di saldo che offre sconti dal 30% al 50%.

Il paradiso dello shopping a Shanghai porta il nome di Xujiahui: un’area a sudovest della città di oltre 1 km quadrato in cui si assiepano decine di centri commerciali e shopping plaza. Tanto per fare qualche nome, potrete perdere interi pomeriggi fra centri come Oriental Trade Mansion, Pacific Department Store, Huijin Department Store, Sixth Department Store, Zhongxing Department Store, Huilian Trade Mansion, Bailaohui, Xinluda Department Store.

Ovviamente, in prima linea non poteva mancare la catena dei Pacific Department Stores: vere e proprie oasi di dimensioni spesso oceaniche aperte sempre, dalle 10 del mattino alle 22.30 di sera e situate strategicamente nei luoghi più sinergici delle megalopoli cinesi.

Il Pacific di Shanghai è situato nel cuore di Hengshan Lu ed è famoso a Shanghai e riflette il gusto cinese per l’acquisto, anzi direi più l’atteggiamento shanghainese al consumismo: otto piani di negozi, qualsiasi tipologia di merce e prezzi sicuramente non alla portata di tutti. Perennemente affollato e, a mio parere, sicuramente distante dall’atmosfera nostrana dello shopping piacevole. Ciò che colpisce nel Pacific è la velocità degli acquisti e il riflusso continuo di clienti.

Velocità d’acquisto non significa rapidità nei pagamenti. Alle casse mi capita spesso di sostare almeno cinquanta minuti, come minimo. La rapidità è invece tutta rivolta all’attenzione che i cinesi rivolgono a soddisfare la propria fame da shopping e da contrattazione: centinaia di dipendenti continuamente coinvolti in attività di compravendita e di discussione sul prezzo di qualsiasi merce con la clientela. Si contratta sempre, rapidamente e su tutto. La Cina che corre non ha tempo, soprattutto quando si tratta di fare acquisti.

A Pechino troviamo un "Pacific" in Gongti Beilu, e questo shopping plaza è realmente divenuto negli ultimi anni meta di ritrovo piacevole per i pechinesi. In estate centro commerciale è sinonimo di aria condizionata e di inverno di calore e pulizia. Elementi che forse noi occidentali non vediamo ma che in una Cina dai grandi gap e dal veloce cambiamento sociale giocano ancora oggi un’appetibilità molto particolare.

Ritornando all’atmosfera modaiola shanghainese, l’expat occidentale potrebbe trovare più piacevole la frequentazione finesettimanale in centri commerciali più "raffinati", dove accanto alle ormai notorie e onnipresenti boutiques di Gucci, Prada, Armani, Canali, Ferragamo e via di seguito, ci si può intrattenere con la shanghai internazionale sorseggiando del buon vino, ascoltando un concerto di archi, o passeggiando fra l’allestimento di mostre e rassegne d’arte. A questo genere di esperienze sta ormai abituando l’organizzazione di Maison Mode, fondata nel 1994 e ramificata in shopping locations di eccezione fra Shanghai, Chengdu, Chongqing, Pechino e Xian.

La Maison Mode di Shanghai situata nel pregevole progetto architettonico della Times Square shanghainese in Huaihai Zhong Road si presenta con immensi schermi al plasma affacciati sulla piazza e una proiezione non stop di sfilate e di lifestyle events che non sembrano colpire particolarmente i cinesi, quanto forse far soffermare, anche solo per un istante uno straniero italiano, rapito nel vedere proiettata sullo sfondo di una Shanghai illuminata le immagini di una collezione uomo tenutasi a Milano… Lontano dalla febbre d’acquisto cinese, a volte quasi impazzita, anche gli expat possono ritrovare un po’ di Italia nelle maison della moda cinesi.

da Shanghai, Paolo Cacciato