Filippine: abolizione della pena di morte, una vittoria per la vita, sostiene Arroyo

8 Giugno 2006

MANILA: Il presidente Gloria Macapagal-Arroyo ieri ha salutato la decisione dei legislatori di eliminare la pena di morte, definendola "una vittoria per la vita" e non una vittoria per i criminali. Arroyo ha difeso la decisione contro le opinioni secondo cui la mossa potrebbe finire per promuovere la criminalità nel Paese.

"L’abolizione della pena di morte sarà accompagnata da un più severo rafforzamento della legge su tutti i fronti", ha aggiunto.

Il Congresso ha approvato ieri la bozza presentata dal Senato e dalla Camera dei Deputati, chiedendo l’annullamento della legge del 1993, che aveva ristabilito la pena capitale e l’iniezione letale.

La bozza una volta approvata sarà inviata a Arroyo entro questa settimana affinché diventi effettiva. C’è però chi ha condannato la decisione e ha annunciato prossimamente una serie di proteste.

D’ora in poi le Filippine si uniranno al Nepal, Timor Est, Cambogia, Bhutan, Georgia e Turkmenistan come le uniche nazioni senza pena capitale in Asia.

Il passaggio della legge commuta automaticamente le sentenze di circa 1.200 detenuti nel braccio

della morte alla prigione a vita.

I critici temono che l’abrogazione della pena di morte produrrà un’ondata di omicidi extragiudiziari, che vedranno come obiettivi principali soprattutto i leader di sinistra e i giornalisti.

Il leader comunista in esilio, Jose Maria Sison ha definito la decisione di Arroyo contro la pena di morte nient’altro che "una propaganda economica in modo da farla apparire gentile e compassionevole".

Il Congresso aveva ripristinato (all’unanimità) la pena capitale 12 anni fa, come mezzo per combattere sempre più frequenti rapimenti e omicidi. Ciononostante, martedì persino i membri del Congresso che nel 1994 avevano votato per la pena di morte, hanno cambiato posizione.

Dante Jimenez, presidente dell’Associazione Volontari contro il crimine e la corruzione, ha a accusato Arroyo di essersi piegata alla pressione della Chiesa. Arroyo sta infatti progettando una visita al Vaticano, e sebbene annunciata come una "visita religiosa" di un presidente cattolico, ha dei toni "sottilmente politici", rivelano gli esperti. Nel 1981 infatti Ferninand Marcos ridiede vigore alla sua traballante posizione politica proprio attraverso una visita al Papa.

Arroyo ha dichiarato che l’ultimo Papa, Giovanni Paolo II, svolse un ruolo chiave nei suoi piani politici, persuadendola a partecipare alle elezioni del 2004.

Ylenia Rosati

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