Filippine: Arroyo evita questioni politiche nel suo discorso

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25 Luglio 2006

MANILA: Mentre migliaia di persone dimostravano contro di lei, il presidente Gloria Macapagal-Arroyo ha promesso al Congresso ieri che "le riforme economiche risolveranno le divisioni sociali e l’ingiustizia nelle Filippine".

Arroyo si è tenuta ben alla larga dagli scandali politici nel suo discorso annuale alla nazione dichiarando: "Non sono qui per parlare di politica, bensì sono qui per parlare di ciò che la gente vuole. Ora abbiamo i fondi per occuparci della disuguaglianza sociale e della disparità economica. Ora abbiamo i fondi per combattere il terrorismo e la violenza illegale".

Circa 16mila tra poliziotti e soldati erano schierati attorno all’edificio del Congresso a Quezon City, a nord di Manila, affrontando 10mila dimostranti, della sinistra, armati di cartelli denuncianti Arroyo e chiedendo il suo allontanamento. C’è stato addirittura chi ha bruciato un’effige del presidente.

Inoltre, questo mese, la sicurezza ha arrestato un gruppo di soldati che progettavano un colpo di Stato contro di lei, attraverso ostaggi e dichiarando un governo rivoluzionario.

Arroyo è sopravvissuta già ad un colpo di Stato a febbraio, ma continua ad essere perseguitata da dichiarazioni di voti truccati alle elezioni del 2004, abusi di diritti umani, corruzione e tendenze dittatoriali. Il presidente ha negato qualsiasi accusa di malgoverno, ma nei prossimi mesi dei legislatori presenteranno contro di lei altri capi di accusa, decaduti lo scorso anno per difetti tecnici. Nel suo sesto discorso dalla sua presa del potere nel 2001, Arroyo ha condannato l’omicidio irrisolto di centinaia di persone, soprattutto attivisti di sinistra, ma gran parte del suo discorso si è concentrato sulla costruzione di strade, aeroporti e la creazione di "super regioni economiche" per promuovere lo sviluppo del Paese. Ha anche sottolineato come "le Filippine abbiano finalmente ottenuto il rispetto della comunità internazionale, dopo che migliaia di pesos sono stati investiti in progetti pubblici."

Un recente sondaggio mostra che Arroyo resta comunque la meno popolare tra i leader delle Filippine. Una metà è insoddisfatta, e l’altra non ha creduto alla sincerità del suo discorso.

L’ex presidente Joseph Estrada, costretto alle dimissioni per proteste di massa nel 2001 e processato per corruzione, ha inviato il suo discorso registrato ieri dicendo "la realtà è che il Paese è diviso, corrotto e in uno stato di confusione."

Ylenia Rosati

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