Fisco cinese: Dazi e tariffe doganali in Cina

a cura di: Lorenzo Riccardi

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I dazi doganali costituiscono indubbiamente uno dei maggior introiti per il Governo centrale di Pechino, essendo l’unico soggetto giuridico a beneficiarne direttamente.

I customs duties sono amministrati e riscossi dal State Administration of Taxation of Customs e costituiscono quasi il 3.5% del totale dell’entrate fiscali in Cina.

I soggetti passivi dei dazi doganali sono, di norma, tre: colui che esporta i beni dal territorio della RPC (esportatore o spedizioniere), colui che importa merci all’interno in Cina, (importatore o consegnatario) e il proprietario dei beni a cui è stato concesso il permesso di entrata ed uscita dal territorio della RPC.

Essi saranno soggetti rispettivamente al pagamento dei dazi all’esportazione e all’importazione. Tutti e tre i contribuenti devono presentare una dichiarazione doganale contente il tipo e il valore dei beni in entrata e uscita dalla Cina presso l’ufficio doganale competente o, più facilmente, possono incaricare l’impresa interessata all’importazione/esportazione (o un agente specializzato, nel caso del proprietario della merce) di prendersi cura delle formalità doganali, compreso il pagamento del dazio d’imposta.

 

Sono piuttosto numerose le categorie tariffarie che sono applicate ai beni in entrata e uscita dal territorio della RPC e l’ammontare dell’imposta dipende molto dall’eventualità di un accordo di favore con il paese da cui la merce proviene o viene esportata.

Le tariffe doganali per l’importazione sono in totale 6 e si identificano con il nome di:

·      most favoured nations

·      conventional tariff rates

·      special treatment tariff rates

·      general tariff rates

·      duty quota rates

·      provisional tariff rates

La tariffa most favoured nations è applicata ai beni importati da paesi membri del WTO o da quelle nazioni con cui la Repubblica Popolare Cinese ha stretto accordi commerciali per l’applicazione di tariffe vantaggiose.

La conventional tariff rates si applica alle merci provenienti da paesi firmatari di convenzioni commerciali con la Cina soggetti a dazi d’imposta agevolati.

Lo special treatment tariff rates è applicato ai beni importati da paesi con cui la Cina ha stretto speciali accordi d’imposta daziale.

La general tariff rates si applica alle merci che non godono di particolari trattamenti agevolati.

La duty quota rates è un’imposta daziale che si applica ad una parte del valore del bene importato detta quota, mentre l’ammontare eccedente la quota è soggetto alle normali tariffe doganali.

Infine, la provisional tariff rates è applicata solo in determinati periodi temporali stabiliti dalle autorità.

E’ bene notare che le autorità doganali applicano il dazio d’imposta più basso ai beni importati che siano soggetti a più di una tariffa agevolata. Inoltre, si tenga presente che quando le merci importate sono soggette sia alla tariffa most favoured nations sia alla provisional tariff rates quest’ultima prevale. 

Le tariffe doganali sull’esportazione sono principalmente due e sono denominate:

 

·      export duty

·      provisional tariff rates

 

La export duty e’ la tariffa standard per i beni in uscita dal territorio della RPC, mentre la provisional tariff rates si applicano solo per determinati periodi temporali, sebbene prevalgano in caso entrambe le imposte di dazio possano applicarsi.

La più diffusa tariffa d’importazione resta, in ogni caso, la most favoured nations la cui aliquota varia da 0% a 65%, laddove le general tariff rates possono addirittura superare un rate del 250%.

Gli export duty hanno un’aliquota che varia da 20% a 50% mentre è applicata un’imposta fino al 40% per le merci soggette a provisional tariff rates. Consigliabile, comunque, di prendere visione delle tariffe applicate ad ogni singolo bene per conoscere a pieno l’ammontare esatto dell’aliquota d’imposta.

 

Ai fini del computo dell’imposta doganale, si deve fare riferimento al valore del bene o alla quantità della merce oggetto di importazione/esportazione. Dunque, le formule per il calcolo del dazio sono le seguenti:

 

imposta doganale = valore del bene x aliquota (%)

 

imposta doganale = quantità di beni x aliquota (CNY)

 

La prima formula è quella più immediata poiché moltiplica il valore, ossia il prezzo della merce per l’aliquota d’imposta doganale espressa in forma percentuale. In altre parole, il valore del bene è il prezzo finale praticato dal venditore al compratore comprensivo degli oneri accessori quali commissioni, spese di imballaggio, royalties, etc.

La seconda formula, invece, fa riferimento alla quantità di beni in entrata o uscita dalla Cina da moltiplicare per un’imposta fissa espressa in CNY.

Si tenga presente che sono da escludere dal computo del dazio da versare le spese per la fabbricazione del bene, i costi della spedizione sostenuti prima dello scarico della merce, i dazi e i tributi domestici.

Tutti gli importi su cui calcolare il dazio devono essere convertiti in CNY qualora fossero dichiarati in moneta diversa da quella cinese e il tasso di cambio deve corrispondere alla percentuale del terzo mercoledì del mese che precede la conversione.

La scelta della tariffa doganale spetta all’ufficio doganale presso il quale si effettua la dichiarazione di importazione/esportazione.

Lorenzo Riccardi – Dottore commercialista, Shanghai lr@rsa-tax.com – RsA Asia

Lorenzo Riccardi

Lorenzo Riccardi

Insegna fiscalità asiatica presso Shanghai Jiao Tong ed è Adjunct Associate Professor alla Xian Jiao Tong Liverpool University. Si è specializzato in fiscalità internazionale all'IBFD di Kuala Lumpur e nel 2016 ha conseguito una borsa di studio per un progetto di dottorato di ricerca sulle economie del Far East presso Shanghai University. E’ segretario dell’Associazione degli Accademici italiani in Cina ed e’ stato ammesso come International Associate dell’American CPA Association, membro di Australia CPA, dell'Ordine dei Dottori Commercialisti, del Registro dei Revisori in Italia e International Affiliate dell’Hong Kong Institute of CPAs. Vive e lavora a Shanghai, dove si occupa di diritto commerciale e tributario, seguendo gli investimenti stranieri in Cina e Sud Est Asiatico. Ha ricoperto ruoli nella governance di istituzioni e gruppi societari, tra cui Giorgio Armani, Trussardi e Pomellato. E' socio dello Studio di consulenza RsA (www.rsa-tax.com), specializzato in Asia e paesi emergenti e ha ricoperto ruolo di Board Director della Camera di Commercio Italia-Vietnam, della Camera Italiana in Cina e di Chief Representative di Unimpresa a Shanghai. Ha pubblicato per Il Sole 24Ore Guida alla fiscalità di Cina, India e Vietnam, per Maggioli Editore cura le guide dei paesi dell’Asia Orientale e per Wolters Kluver è il responsabile della banca dati Asia. E’ membro del comitato scientifico di Corriere Asia e Fiscalità Estera. Per l’editore Springer cura una collana di testi su temi in ambito contabile e fiscale legati alla Cina e i suoi testi sono stati pubblicati in lingua italiana, cinese, portoghese ed inglese. Contatti: Website / LinkedIn

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