Focus on China: la 17esima edizione del Congresso del Partito Comunista Cinese

31 Ottobre 2007

PECHINO: Si sono appena conclusi, con grande copertura da parte dei media di tutto il mondo, i lavori del 17° Congresso del Partito Comunista Cinese. Questa edizione è stata particolarmente significativa: ha rappresentato una sorta di esame dell’operato del Presidente Hu Jintao, eletto nell’edizione precedente, 5 anni fa, del Congresso, e ancora in carica per il suo ultimo mandato.

La sua elezione, 5 anni fa, è stata accolta con grande entusiasmo perché, pur continuando a proclamare la totale egemonia del Partito su tutti gli aspetti della vita pubblica del Paese, si era posto degli obiettivi particolarmente innovativi quali, ad esempio, la riduzione del gap sociale tra ricchi e poveri e tra città e campagne e la tutela dell’ambiente.

Cerchiamo perciò di capire su che cosa si sono concentrati i leader del Partito durante questa edizione del Congresso.

L’ATTUALE SCENARIO ECONOMICO CINESE

L’apertura dei lavori del Congresso è stata vissuta dai leaders e specialmente da Hu come un momento cruciale della loro carriera politica. I mesi precedenti l’apertura sono stati caratterizzati da una serie di drastiche misure anti-corruzione che hanno portato alla rimozione di un certo numero di quadri dirigenti del Partito, specialmente a Shanghai. Se queste misure avessero o no doppi fini, quali quello di consolidare una fazione rispetto a un’altra beh, questo sta al lettore attento deciderlo.

Tralasciando le considerazioni politiche e concentrandosi sullo scenario economico, un eventuale stato di stress da parte soprattutto di Hu ma anche degli altri leaders sarebbe pienamente giustificabile.

I motivi di preoccupazione non vanno ricercati nella posizione della Cina sullo scacchiere mondiale, dove continua a ricoprire una posizione di assoluto rilievo, sia come potenza economica, sia come potenza politica, (vedi l’espansione in Africa); le possibili cause di turbamento per la leadership Cinese vanno invece cercate nella situazione all’interno del Paese.

Una fra tutte è l’inflazione: reale problema per tutti i governi. In Cina c’è stato un incremento dell’inflazione dopo un lungo periodo di tempo, causato dall’incremento dei prezzi al consumo di alcuni prodotti alimentari in seguito al diffondersi di un’epidemia che ha causato la morte di numerosi capi di bestiame, soprattutto suini. Se da una parte c’era solo da aspettarsi un evento del genere, dato il lungo periodo di tempo in cui i prezzi sono stati tenuti politicamente bassi, dall’altra un aumento dei prezzi del cibo, e soprattutto della carne suina, non può che essere visto come una disgrazia, in quanto la carne suina è elemento predominante dell’alimentazione Cinese.

Altra fonte di preoccupazione per Hu alla vigilia del Congresso è stato il settore immobiliare, del real-estate. Altra variabile concausa della crescita dell’inflazione, è sicuramente uno dei punti deboli, una spina nel fianco per l’attuale establishment. Aumento dei prezzi dei generi alimentari, bolla edilizia e conseguente crescita dell’inflazione sono problemi che, a parte l’inflazione, affliggono due diverse classi sociali. I più poveri sono sicuramente più preoccupati dai generi alimentari, mentre la classe media, crescente in Cina, ha come principale preoccupazione la bolla edilizia. Il governo in questo ultimo periodo ha preso in seria considerazione tutti questi problemi, memore delle rivolte scoppiate in passato e conscio che lo scoppio di moti di protesta popolari nocerebbe all’ambizione Cinese di integrarsi completamente nello scenario internazionale. Anche mettendo in disparte i problemi più propriamente di ordine pubblico, si vuole evitare lo scoppio della bolla edilizia come avvenuto nel Giappone degli Anni ’90, in seguito al quale il Paese è precipitato in una grave crisi economica da cui solo recentemente sta uscendo.

La crescita eccessiva dell’economia Cinese, da motivo d’orgoglio per l’establishment, sta quindi diventando fonte di preoccupazione: il settore immobiliare è bollente, quindi il Governo sta cercando di tenerlo sotto controllo tramite un blocco degli investimenti, tramite il quale si spera che i prezzi degli immobili ritornino gradualmente sotto il livello di guardia.

Per quanto riguarda l’altro problema, quello dei prezzi dei generi alimentari, il Governo sta tentando di porvi rimedio tramite l’imposizione di un tetto ai prezzi al consumo, oltre che tramite un’azione educativa nei confronti degli agricoltori e allevatori, convincendoli a diversificare la loro attività.

SI COLMA IL DIVARIO TRA CITTÀ E CAMPAGNE

Uno dei principali obiettivi enunciati da Hu all’inizio della sua Presidenza è stato proprio il ridursi del gap sociale tra ricchi e poveri e, conseguentemente, tra città e campagne. Data la complessità dell’impresa nessuno si sarebbe atteso che in soli 5 anni si ottenessero risultati degni di nota; si tratta di un obiettivo ancora non totalmente raggiunto, ma il Governo è sulla strada giusta, come dimostrano alcuni dati pubblicati di recente.

E’ infatti di pochi giorni fa l’emissione, da parte del National Bureau of Statistics, l’ISTAT Cinese, di un Rapporto relativo al divario tra città e campagne. Questa pubblicazione arriva giusto in tempo per dare un po’ do ossigeno alla leadership Cinese: risulta infatti che il divario tra città e campagne si stia lentamente assottigliando, con le campagne che stanno cominciando a beneficiare delle politiche di sviluppo implementate in questi ultimi anni. Di conseguenza queste aree, ancora vergini, stanno diventando un interessante mercato di sbocco per prodotti di largo consumo quali, ad esempio, i telefonini.

Il rapporto ha messo in luce come la propensione al consumo stia cambiando, con gli abitanti delle zone rurali che, avendo più soldi, consumano di più e soprattutto più prodotti "superflui" o generi alimentari più pregiati rispetto ad una volta. Questa è una buona notizia sia per l’establishment Cinese, sotto pressione per le numerose rivolte di contadini a causa dei numerosi espropri oltre che per i problemi accennati precedentemente; sia per le aziende Occidentali, che possono usare anche le zone rurali come aree di test per il posizionamento di prodotti in futuro su una più larga scala.

NUOVE LINEE DI SVILUPPO

I lavori del congresso sono stati inaugurati in pompa magna, con grandi aspettative.

Ci sono stati un po’ di cambiamenti tra le fila del Partito, con l’immissione di elementi più giovani anche se i ruoli chiave sono ricoperti dalle stesse persone. Trattasi comunque di una piacevole novità vista la gerontocrazia vigente.

Il motto principale che farà da sfondo ai prossimi 5 anni di legislatura fino al prossimo Congresso è la realizzazione di una "Società Armoniosa", con una particolare attenzione alla protezione dell’ambiente. Ci sono tuttavia dei dati nuovi da tenere in considerazione:

a) crescita del P.I.L: l’obiettivo più ambizioso di tutti, quadruplicare il PIL pro capite entro l’anno 2020. Meta difficile da raggiungere: solo col tempo si saprà se ciò sarà possibile o no, nel frattempo sono state rivelate le modalità con cui si intende realizzare questo obiettivo. Si tratta di un’ottimizzazione dell’uso delle risorse e di una protezione più consapevole dell’ambiente.

b) Nuove riforme: per rendere la Cina ancora più attraente per gli investitori esteri, di cui si ha ancora estremo bisogno, verranno varate nel prossimo futuro tutta una serie di riforme per rendere più sicuri i settori bancario e assicurativo; questa è una piacevole notizia, soprattutto per quanto riguarda il settore bancario, notoriamente inaffidabile in Cina per la cattiva gestione. Ci sarà anche più apertura alla presenza straniera, ma sempre entro certi limiti, soprattutto per la raccolta diretta di capitali.

c) Focus su high-tech: la Cina ormai non è più solo l’officina del mondo, ma si sta specializzando in settori sempre più tecnici. L’entrata nel WTO ha reso un po’ più difficile l’ottenimento di benefici da parte di aziende straniere, ma siccome la Cina ha forte bisogno di investimenti nel settore high-tech, questo sarà un’eccezione, e le imprese straniere continueranno a beneficiare di condizioni privilegiate.

Realizzazione di una Società Armoniosa, "visione scientifica dello sviluppo", protezione ambientale e incremento dell’uso di energie rinnovabili, sviluppo pacifico nei confronti del resto del mondo: queste sono le parole chiave su cui i più di 2000 delegati da ogni parte della Cina hanno discusso durante i lavori del Congresso. Il primo risultato sicuro è stato dunque l’elezione del nuovo Comitato Centrale e della nuova Commissione Centrale, con i rispettivi compiti di creare la mappa dello sviluppo per i prossimi 5 anni e di controllare che tutto venga svolto secondo la disciplina del Partito. Per il resto, il tutto si è svolto secondo il criterio della continuità rispetto al concetto della via cinese al socialismo e della Teoria delle 3 Rappresentatività di Deng Xiaoping. Non ci si poteva aspettare nulla di più: in Cina tutto avviene secondo la teoria dei piccoli passi e in continuità con i grandi leader del passato.

da Pechino Giorgio Brusati