A Forlì cerimonia in onore dei Sikh indiani caduti per la “libertà d’Italia”

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13 Agosto 2008

FORLI: Grande adunata di Sikh indo-romagnoli a Forlì. Sabato 9 agosto, nel Cimitero di Guerra Indiano di via Ravegnana si è svolta una cerimonia commemorativa in ricordo dei combattenti indiani caduti per la liberazione d’Italia durante la II Guerra Mondiale. Ricordati dagli anziani come "gli alti soldati con il turbante", i militari giunsero in terra romagnola con l’Ottava Armata Britannica, e persero la vita a centinaia negli aspri combattimenti che sconvolsero anche il cuore della Romagna. All’epoca, l’India non era ancora uno Stato autonomo, ma costituiva la più grande e importante colonia del Raj britannico, ragion per cui furono moltissimi i cittadini indiani ‘esportati’ in Europa al soldo di compagnie inglesi per combattere contro l’utopia nazista. Ora, a più di 60 anni dalla fine del conflitto, resta vivo il ricordo di quei combattenti asiatici caduti nella campagna di Forlivesi, e commemorati ogni anno con una cerimonia che si svolge alla presenza delle autorità cittadine e di nutrite delegazioni di cittadini indiani, appartenenti alla vivace comunità Sikh dell’Emilia Romagna. Sono più di 3000, infatti, gli indiani partiti dal Punjab (Nordovest dell’India) e trapiantati soprattutto nella zona di Novellara, dove trovano impiego nell’industria agricola e casearia. La presenza di questa comunità di indiani, caratterizzati dal voluminoso e variopinto turbante, è radicata a tal punto da aver portato all’apertura di diversi templi in zona, l’ultimo dei quali nel 2000 a Novellara, in presenza dell’allora presidente della Commissione Europea Romano Prodi.

Stimati in India e conosciuti nel mondo per la loro affidabilità e correttezza, i Sikh provengono dallo Stato del Punjab, situato al confine con il Pakistan, dove sorge il celebre Tempio d’Oro di Amristar, la ‘Mecca’ del sikhismo. Mentre in patria il loro numero si aggira sui 25 milioni di individui, esistono nutrite comunità Sikh sparse nel mondo, stimate in 400 mila in Gran Bretagna, 300 mila in Canada, 100 mila negli Usa, mentre in Italia risiederebbero 25 mila immigrati Sikh, principalmente nell’Agropontino e nella Pianura Padana.

La religione Sikh è monoteista e si sviluppò nel XIII secolo in un’area di incontro-scontro tra Induismo e Islam. I ‘segni fisici della fede’ sono le "5 K": Kesh (capelli lunghi raccolti in un turbante), Kangha (il pettine, segno di capelli raccolti in modo ordinato), Kacha (sottovesti di tipo allungato simbolo dell’autocontrollo e della castità) e Kirpan (pugnale cerimoniale, simbolo religioso e di virilità).

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Emanuele Confortin

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