Formazione Made in Italy: un ponte fra Bologna e la Cina

a cura di:

Archiviato in: in
12 Novembre 2007

Mercedes Lopez: Dott. Carvelli, che cosa è il Collegio di Cina?

Maurizio Carvelli: Il Collegio di Cina è una residenza universitaria nata col fine specifico di ospitare gli studenti cinesi che frequentano corsi e master di primo e secondo livello, dottorandi e ricercatori. Si tratta del primo nel suo genere in Italia, ed è stato inaugurato a settembre del 2005, in collaborazione con l’Università di Bologna, Confindustria Bologna, gli Enti locali e la Regione Emilia Romagna.

M.L.: Lei è stato il primo in Italia ad ideare e realizzare un collegio da destinare agli studenti cinesi. Da cosa è nata questa idea.

M.C.: Il progetto del collegio nasce prima di tutto dalla missione della Fondazione Ceur nella gestione delle residenze universitarie e dalla sua vocazione all’internazionalizzazione. Ad oggi il 12,5% degli studenti che risiedono nelle nostre strutture sono stranieri. Mentre l’idea dell’apertura del Collegio di Cina nasce da un mio viaggio a Shanghai del 2004, quando ancora l’Italia era lontana dal ‘fenomeno Cina’ che noi tutti oggi conosciamo. Questo viaggio mi ha fatto capire le potenzialità della nuova ‘frontiera cinese’ e le enormi possibilità in ambito formativo. Poi, una volta tornato in Italia mi sono rivolto al Rettore dell’Università, all’Associazione degli Industriali ed alla Regione Emilia Romagna, che hanno risposto in maniera entusiasta alla proposta di aprire un collegio rivolto agli studenti cinesi, contribuendo all’iniziativa ed allargandone lo scopo, tanto che il prossimo progetto che intendo realizzare sarà quello di aprire un campus a Pechino, dove mandare gli studenti italiani. Ritengo, infatti, che la vera forza risieda nel confronto con le altre esperienze formative, ed il network futuro tra gli istituti italiani e quelli stranieri sarà la risposta a tutto questo.

M.L.: A che cosa si è ispirato per la sua realizzazione?

M.C.: Questo collegio, come del resto anche gli altri gestiti dalla Fondazione Ceur, ispirandosi alla tradizione degli antichi collegi universitari bolognesi, ha riproposto in chiave moderna l’ospitalità orientata alla conoscenza, in linea con le profonde tradizioni universitarie della città Emiliana. Gli studenti cinesi, vengono a Bologna per frequentare prevalentemente i corsi universitari di economia, legge ed agraria. Da poco è partita una iniziativa analoga a Torino, i cui studenti frequentano prevalentemente il Politecnico, che da diversi anni ha avviato una politica di internazionalizzazione, con particolare riguardo alla Cina, con la quale dialoga da diverso tempo e per la quale ogni anno mette a disposizione numerose borse di studio.

M.L.: Quali servizi offre il Collegio di Cina?

M.C.: Ai nostri studenti offriamo 51 posti letto, connessione Internet gratuita, sale studio, e tutto quanto necessita alla vita degli studenti. Offriamo, inoltre, la presenza di un tutor di madre lingua cinese, a disposizione degli studenti per tutte le problematiche generali, che vanno dal permesso di soggiorno al pagamento delle rette universitarie, sino a momenti di vita associativa ed all’integrazione in città.

Inoltre sono previsti corsi gratuiti di italiano.

M.L.: Come vengono selezionati gli studenti cinesi che ospitate?

M.C.: A Bologna, ad oggi sono 150 i ragazzi cinesi regolarmente iscritti ai corsi universitari. Di questi solo quelli risultati vincitori di una borsa di studio sono alloggiati presso il collegio. La selezione degli studenti che desiderano venire in Italia a studiare avviene comunque all’origine in Cina, e si basa prevalentemente sulla conoscenza della lingua italiana. Questa selezione è curata direttamente dal Ministero dell’Istruzione, dalla sede della ambasciata italiana a Pechino e dai rappresentanti della Fondazione CEUR a Shanghai, seguendo le linee del Progetto Marco Polo, lanciato dall’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi durante il suo ultimo viaggio in Cina, dove aveva annunciato di voler portare oltre 5mila studenti cinesi in Italia.

M.L.: Subito dopo l’inaugurazione del Collegio di Bologna è stata costituita l’Associazione Collegio di Cina. Per quale motivo.

M.C.: La presenza degli Enti pubblici è stata alla base dell’esigenza di creare un organo istituzionale come l’Associazione Collegio di Cina, in grado di gestire i rapporti bilaterali con le Università, per offrire accoglienza ma al contempo poter fare anche formazione, promozione e sviluppo della cultura cinese in Italia. L’idea iniziale è diventata così lo scopo dell’Associazione, che ha portato negli ultimi due anni a fare attività quali convegni e conferenze e che a breve sancirà la collaborazione dell’Università di Bologna con la Tongji University, all’interno di un progetto che vede coinvolte università quali la Bocconi, la Luiss ed i politecnici di Milano e Torino, e che offrirà nel 2008 a Bologna corsi di laurea congiunti di ingegneria dell’automazione.

L’Associazione mette a disposizione ogni anno alcune Borse di Studio per gli studenti cinesi più meritevoli e, insieme ai propri associati, organizza periodi di tirocinio formativo presso istituzioni o imprese della nostra regione. Favorisce, inoltre, la promozione dei rapporti economici e delle opportunità di collaborazione industriale fra l’Italia e Cina. In parallelo, anche se in misura minore, alcune borse di studio sono state messe a disposizione anche degli studenti italiani, che iscritti alla Facoltà di lingue di Bologna desiderano andare in Cina per approfondire lo studio della lingua.

L’Associazione Collegio di Cina partecipa anche alla elaborazione e realizzazione di Corsi di Formazione Post Laurea rivolti sia a studenti europei sia a studenti cinesi. Questi corsi possono anche essere ideati e realizzati insieme alle università cinesi con le quali l’Università di Bologna ha rapporti di scambio.

M.L.: Quali sono i progetti futuri?

M.C.: Il progetto futuro è già una realtà e si chiama Camplus, un progetto che prevede il superamento del sistema dei collegi tradizionali e che punta direttamente al network dei campus universitari stranieri. L’idea è quella di creare un network della conoscenza e della cultura, dove il campus offra sempre di più una formazione integrativa e non sostitutiva a quella universitaria, con servizi quali il tutorato, stage e tirocini formativi in azienda ed opportunità di lavoro sia in Italia che all’estero. Molte aziende, infatti, si rivolgono al collegio quando desiderano selezionare neo laureati con una forte preparazione ed un notevole back ground culturale alle spalle.

M.L.: Quali sono state le maggiori difficoltà che ha dovuto superare per realizzare il Collegio di Cina?

M.C.: Il maggior ostacolo che ho dovuto superare è stata la burocrazia italiana, insieme ad un sistema universitario in alcuni casi autoreferenziale, che più che pensare al suo vero ‘cliente finale’, cioè lo studente, sembra, in alcuni casi, pensare solo a se stesso.

Associazione Collegio di Cina, c/o Centro Servizi di Shanghai: 181, Taicang Road, Xintiandi, House 9 – Unit 1, 200021 Shanghai, P.R. of China, Tel: 0086-21-33070050, 33070391, Fax: 0086-21-33075997, mail: info@emromchina.ne

Collegio di Cina, Bologna: Residenza Universitaria Il Castellaccio,Via Castellaccio 3-5, Bologna, Tel: +39. 051 526 103, Fax. +39. 051 526 100, mail: tutor@collegiodicina.it, segreteria@collegiodicina.it

Link Correlati

Mercedes Lopez