Fukuoka: tredicenni impiegate dalla mafia come hostess ed è subito scandalo

a cura di: Paolo Cacciato

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FUKUOKA: In Giappone è scandalo. La yakuza, la mafia giapponese, ha impiegato un gruppo di 30 studentesse tutte minorenni, appena quindicenni, come cameriere in un dei locali gestiti da diversi capigruppo mafiosi a Fukuoka.

In Giappone è risaputo che la mafia si occupa della gestione diretta di un grande numero d’ attività commerciali e questo non desta troppi allarmismi. La yakuza è famosa per essere una criminalità organizzata “pulita”, distinta per il regolamento di conti senza plateali spargimenti di sangue o pubblici atti di terrore o d’intimidazione sociale.

Ma l’impiego di un gruppo di giovani studentesse liceali in un locale notturno della città di Fukuoka e di Kurume, entrambe nella prefettura di Fukuoka ha trascinato l’opinione pubblica all’inidgnazione. Accresciuta ancora di più dal fatto che ben 15 delle ragazze coinvolte hanno fra i 13 e i 15 anni.. Il locale, chiamato “hostess bar” è gestito da un gruppo di yakuza affiliati alla Dojin-kai, la più grande boryokudan (gruppo criminale) del Kyushu.

Il gruppo non è nuovo a questo genere di racket minorile: già nell’aprile scorso come richiama la stampa giapponese stamani due leaders della Dojinkai, Yuichiro ed Eriga Oigami sono stati arrestati con la stessa accusa dopo aver impiegato due giovani studentesse liceali come hostess presso alcuni loro locali.

Secondo le informazioni raccolte dalla polizia locale che segue il caso, le ragazze sarebbero state impiegate già dal marzo 2005 e indotte al servizio di “kyabakura” ovvero d’intrattenitrici, durante le bevute e le serate dei clienti, molti fra i quali stimati uomini d’affari. E’ risaputo che in Giappone l’attività di “kyabakura” non sottintende implicitamente la prestazione sessuale a pagamento, ma richiama ad un’attività d’intrattenimento che facilmente potrebbe dare adito ad insinuazioni di tal genere da parte della clientela.

Le ragazze ricevevano una paga che oscillava dalle 2000 alle 2500 yen orarie (circa 13- 14 euro) ed erano obbligate a lavorare tutti i giorni. Una retribuzione più che allettante per giovani studenti delle scuole superiori. In media, difatti, un “arubaito”, ovvero un lavoro part time praticato secondo un inquadramento che definirei di “nero legalizzato” per tutti i giovani in età scolare (dalle superiori all’università) si aggira intorno ai 1000 massimo 1500 yen orari e a volte implicano anche turni notturni negli infiniti “conbini” che affollano le strade di tutto il Paese.

Durante il giorno di pausa le studentesse dell’hostess bar erano obbligate a coinvolgere nel servizio di hostess delle amiche, in grado di sostituirle per assicurare alla clientela l’intrattenimento dovuto. E’ proprio questa ricerca forzata di sostitute durante la pausa settimanale che avrebbe favorito l’entrata nel racket anche di amiche più giovani a malapena tredicenni.

Intanto mentre Yuichiro Ogami, principale imputato, attende il verdetto sotto arresto, sui forum on line i giapponesi discutono della gravità della situazione. Si leggono pareri allarmati di madri che non riescono a comunicare con le proprie figlie e che temono in occasioni lavorative di questo genere la facile deviazione sociale per i più giovani. In risposta moltissime ragazze spiegano che il lavoro di kyabakura non implica necessariamente la prostituzione e che non ha nulla di peggiorativo rispetto al semplice lavoro di cameriera. Molti i commenti anche dei frequentatori di questi locali, uomini d’affari, dirigenti d’azienda, impiegati pubblici che si giustificano dicendo che nella compagnia delle hostess ricercano solo una piacevole chiacchierata, un momento di conoscenza dopo una stressante giornata di lavoro. Numerosi invece anche i pareri di quanti oltre a condannare la yakuza che gestisce questi business accusano direttamente le teenagers giapponesi, assetate di consumismo e di mode lampo, disposte a tutto pur di permettersi la beauty farm più in voga della capitale o il brand italiano con prezzi da capogiro.

Paolo Cacciato

Paolo Cacciato

Coordinatore del Business Focus China e Far East e Docente di Marketing Strategy sui Mercati dell’Asia Orientale nei Master in Internazionalizzazione di Impresa del Nuovo Istituto di Business Internazionale di Milano, sinologo e nippologo specializzato in mediazione linguistica e interculturale applicata ai processi di business development. Presidente di Asian Studies Group ©, centro studi specialistico con sedi principali in Milano Roma Padova Torino; dirige in Italia il C.U.P.I. Centro per l’Unione delle Prospettive Internazionali, già consulente d’ impresa per diversi gruppi italiani, coordina ADM-EA Consulting, studio specializzato in internazionalizzazione su Cina Giappone e Corea con sede principale a Milano e desk operativi in Kobe, Shanghai, Seoul.