Fumare fa male, ma la Cina non rinuncia

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20 Novembre 2006

PECHINO: Secondo uno studio condotto dal China Center for Economic Research, lo scorso anno la Cina ha investito 250 miliardi di yuan — circa 32 miliardi di dollari – per curare ventitrè tipi di disagi causati dal fumo. Le spese mediche hanno addirittura sorpassato i profitti dell’industria del tabacco. In Cina ci sono oltre 350 milioni di fumatori, equivalenti a circa un terzo della popolazione dei fumatori mondiale, e ogni anno 700.000 persone muoiono per malattie legate al tabacco. Gli analisti affermano che se il prezzo delle sigarette salisse di 0,4 yuan, la Cina consumerebbe 4,5 miliardi in meno di pacchetti di sigarette all’anno.

Ma non sarà facile per il paese rinunciare a quella che è ormai diventata una tradizione ricorrente nelle cerimonie come negli incontri di lavoro: offrire ai propri interlocutori sigarette delle migliori marche. Così, se da un alto la Cina denuncia i mali dei suoi troppi fumatori, dall’altro incrementa con vigorose campagne pubblicitarie l’industria del tabacco — in particolare nella provincia Guangdong – incoraggiando le imprese e la competizione.

La riforma lanciata nel 2001 dallo State Tobacco Monopoly Administration (STMA) ha recentemente conseguito uno dei suoi migliori risultati con la nascita del Guangdong General Cigarette Factory, primo gruppo produttore di sigarette formato dalle quattro migliori aziende della provincia: Guangzhou Cigarette Factory No. 2, Shaoguan Cigarette Factory, Meizhou Cigarette Factory e Zhanjiang Cigarette Factory.

Fra i primi cinque brand (The Double Happiness, Wuyeshen, Hongmei, Yeshu e Yangcheng), Double Happiness vanta una storia centenaria ed è stato annoverato fra i 16 marchi cinesi top. Creato nel 1905 da Nanyang Brothers Tobacco Co., l’ex Guangzhou Cigarette Factory No. 2., è diventato un simbolo nazionale, con un output di 30 miliardi di sigarette all’anno. L’azienda sta lavorando con l’obiettivo di portare la produzione annuale a oltre 50 miliardi di sigarette entro i prossimi due-tre anni.

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