G-7: prezzi petrolio e Cina gli argomenti centrali di discussione

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24 Aprile 2006

PECHINO: I direttori della finanza globale, dopo tre giorni di discussioni a Washington DC, hanno fatto appello affinché si intervenga al più presto contro il ‘decollo’ dei prezzi del petrolio, spingendo lo FMI (Fondo Monetario Internazionale) a rafforzare il controllo sulle politiche di valuta nazionale, una misura immediatamente rifiutata dal direttore della Banca Centrale cinese.

"Ogni Paese ha il diritto di scegliere un sistema di tasso di cambio legato al proprio sviluppo economico", ha dichiarato ieri il capo della Baca Popolare di Cina, Zhou Xiaochuan ai giornalisti.

"Lo yuan potrebbe salire più rapidamente viste le riforme attuate da Pechino, ma il processo sarà graduale" riferisce Zhou che ha aggiunto "In Cina vige la regola della gradualità nell’applicazione delle riforme", ha sottolineato Zhou.

Gli Stati Uniti hanno fatto pressione affinché lo FMI conduca un controllo più severo sui tassi di cambio, una mossa che vede d’accordo tutti i 184 Stati membri del fondo internazionale.

I funzionari finanziari del G-7 – Usa, Gran Bretagna, Canada, Francia, Germania, Italia e Giappone – hanno indicato la Cina come il Paese che più di tutti ha bisogno di una maggiore flessibilità nella valuta estera.

"Il processo di bilanciamento – ha risposto Zhou – richiederà il contributo di tutte la parti, soprattutto dei Paesi più sviluppati, perché si assumano maggiori responsabilità e adottino una serie di politiche economiche complementari e delle riforme strutturali".

I bisogni energetici sono stati gli argomenti centrali di discussione per il gruppo dei Sette che venerdì ha dichiarato l’importanza, per i Paesi produttori di petrolio, di incentivare l’investimento infrastrutturale, vista la crescita esponenziale dei prezzi del greggio.

Anche l’OPEC (Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio) ha ricordato che i maggiori stati consumatori di petrolio hanno la responsabilità di costruire più raffinerie per allentare le restrizioni nei rifornimenti.

ylenia rosati

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