Gas importato dal Myanmar attraverso il Bangladesh

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13 Aprile 2006

NEW DELHI: Recentemente il Times of India ha riportato che New Dehli sta vagliando un progetto che potrebbe consentirle di importare LNG (liquified natural gas, ndr), dallo stato del Myanmar attraversando il Bangladesh.

Il quotidiano indiano rende noto inoltre, la recente iniziativa del Myanmar di esportare gas anche all’altro suo affamato vicino, la Cina.

La proposta di Yangon, viene quasi a ridosso della recente visita del Presidente degli Stati Uniti George Bush, che si è offerto di fornire tecnologia nucleare a New Dehli a fini pacifici, chiedendo oltremodo al Presidente Indiano, Dottor Avul Pakir Jainulabdeen Abdul Kalam, di tagliare i legami con l’ex Birmania.

La pipeline diretta in Cina, percorrerà una distanza di 2.380 chilometri, iniziando da Kyaukphyu, nella Baia del Bengala e terminando a Ruili, nello Yunnan.

Il progetto da parte cinese sarà portato avanti dalla società PetroChina. Al momento è stato firmato solo un Memorandum di Intesa, senza per altro informare preventivamente New Dehli, che prevede ulteriori colloqui da tenersi a Yangon.

Il Myanmar si è riservato di precisare allo stato indiano, come questo Memorandum sia solo un accordo generale che non implica nessun "vincolo inamovibile".

Pechino non sembra condividere questa visione portata avanti da Yangon, di tenere il piede in due staffe, e si sta muovendo in anticipo per predisporre la costruzione della pipeline. Nel memorandum è previsto uno sfruttamento di 30 anni dal Blocco A, dove la ONGC Videsh (Oil and Natural Gas Corporation of India) detiene il 20% dello sfruttamento.

Per cementare l’accordo, la Cina, durante la visita che si è tenuta dal 14 al 18 Febbraio a Pechino da parte della delegazione del Myanmar, si è offerta di offrire un prestito a Yangon di 84 milioni di dollari, che l’ex Birmania si è detta utilizzerà per comprare due impianti di trivellazione per incrementare la sua capacità di trivellazione.

Quella della ricerca di idrocarburi da parte delle due più propulsive economie mondiali, è solo all’inizio.

Il Myanmar, consapevole della sua posizione strategica, sta solo cercando di vedere chi possa essere il migliore offerente. Il suo territorio, consente di bypassare il corridoio del Malaka, dove ogni anno transita oltre il 90% del petrolio e del gas proveniente dal Medio Oriente e diretto in estremo Oriente. Un’area quella del Malaka infestata da pirati in versione moderna che assaltano petroliere non più solo yacht e che è nell’interesse di tutte le parti dell’area cercare di evitare se possibile.

Nel contempo c’è da precisare come New Dehli stia lavorando a rotte alternative che possano bypassare il Bangladesh, a causa delle riserve manifestate al progetto da parte di Dhaka. La nuova rotta, sebbene più costosa, passerebbe a Nord Est dello Stato di Tripura a Est della città di Patna, non toccando lo stato del Bangladesh.

Marianna Sacchini