‘Geminoid HI 1’, un sosia robotico per Hiroshi Ishiguro

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21 Luglio 2006

KYOTO: E’ risaputo, in Giappone si lavora e si studia giorno e notte a ritmi impressionanti. Per alcuni non esistono nè sabati nè domeniche, e quindi ci si deve ingegnare in qualche modo per far fronte alla carenza di tempo. Se qualcuno crede che il dono dell’ubiquità sia una fantasia si sbaglia. Hiroshi Ishiguro, un ricercatore dell’ATR, il centro di ricerca giapponese che studia robotica e intelligenza artificiale, ha creato una macchina a sua immagine e somiglianza. Un duplicato di se stesso per intenderci, un robot che si muove esattamene come lui.

Sbatte le palpebre, muove le gambe avanti indietro mentre sta seduto, con movimenti talmente perfetti che è arduo convincersi che sia una macchina.

Il robot, che si chiama ‘Geminoid HI 1’, è stato presentato giovedi al demo dell’ATR. ‘Ringrazio tutti quelli che sono venuti oggi’, ha detto in un giapponese corretto. La voce era però di Ishiguro, trasmessa attraverso un ripetitore interno all’androide.

Geminoid può essere azionato a distanza, in modo da riprodurre la voce, la postura e il movimento delle labbra di Ishiguro, che utilizza un sistema per riprodurre i suoi gesti. Un click sul mouse è sufficiente per azionare il robot.

Ishiguro, che insegna anche presso l’università di Osaka, oltre che all’ATR, ha dichiarato in un intervista che ‘l’idea è quella di una tele-interazione, se io accedo all’androide attraverso internet, non ho necessità di andare al centro dell’ATR’.

Ishiguro ha detto che vuole valutare come sia la sua famiglia, che i suoi studenti, percepiscano la sua presenza attraverso Geminoid.

La domanda sorge spontanea, perché costruire un robot del tutto simile ad un essere umano? La risposta viene dallo stesso ideatore, Ishiguro, che vede le macchine come un veicolo, uno strumento, per poter imparare di più sulla natura umana. Combinando l’ingegneria con le scienze cognitive l’obiettivo consiste nel creare proprio un robot che sia in tutto e per tutto simile ad un umano, che possa a tal fine essere usato come test per teorie che riguardano la cognizione, la comunicazione e le percezioni umane. Lo scienziato definisce questo approccio ‘scienza androica’.

‘Un robot è un tipo di simulatore per delle funzioni umane, specialmente per quanto riguarda i muscoli o il funzionamento del cervelletto’, ha dichiarato Ishiguro.

Esperimenti per la creazione di androidi sono già stati fatti in passato, come quello presentato nel 2005 all’Expo tenutosi nella prefettura di Aichi, che mostrava una ‘ginoide’, cioè un androide femminile. La ricerca nel settore della robotica procede a ritmi serrati, consapevoli dei vantaggi che potrebbero derivarne dall’uso e il Giappone, si sa, è un leader nel settore.

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Marianna Sacchini

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