Giappone: Calano le esportazioni in USA, crescono in Cina.

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28 Maggio 2007

TOKYO: Secondo il Ministero delle Finanze giapponese, sebbene le esportazioni nipponiche siano cresciute dell’8.3% dall’aprile dello scorso anno, il commercio verso gli Stati Uniti si è ridotto del 4.8%, il crollo più alto dal marzo del 2004. Il calo delle esportazioni verso gli USA riflette il rallentamento dell’economia americana, il cui mercato copre il 22.9% delle esportazioni nipponiche. In particolar modo, colpisce il crollo del 7.5% delle esportazioni di automobili, il cui commercio costituisce il 10% del mercato delle esportazioni giapponesi negli USA.

Nel frattempo tuttavia, le esportazioni nipponiche verso i paesi asiatici sono aumentate sensibilmente. In particolar modo, è significativa la crescita del commercio con la Cina che, il mese scorso, ha visto un aumento delle importazioni del 3.5 (costituendo così più di un quarto delle importazioni in Giappone), mentre le esportazioni hanno toccato il 16.8%. Nel resto del continente asiatico le esportazioni giapponesi sono aumentate dell’11%, contro il 10% registrato a marzo. Per quanto riguarda l’Unione Europea, la crescita in aprile è stata del 9.7%, un dato positivo- in parte dovuto alla debolezza dello yen nei confronti dell’euro- anche se in ribasso rispetto al +14% registrato il mese precedente,.

Per le maggiori economie asiatiche, orientate all’esportazione, il calo dei consumi in Nord America è una notizia allarmante. Bloomberg nota come in Giappone, nel mese di marzo, gli ordini per macchinari siano scesi del 4.5%, con le aziende che si preparano ad una riduzione della domanda ritenuta dell’11.8% in questo quarto. Paesi come le "tigri" asiatiche hanno fatto di un’economia "export led" la loro bandiera. In questo contesto, gli Stati Uniti rappresentano il 14.6% del mercato estero coreano e il 10.4% di quello di Singapore, restando di misura anche il primo partner commerciale per Cina (di cui recepiscono il 21.4% delle esportazioni), Tailandia (15.4%), e Vietnam (18.3%). Pertanto, che il maggiore mercato mondiale si contragga è chiaramente una notizia allarmante, anche se- a parere dell’autorevole gruppo finanziario- il calo nei consumi è solo temporaneo.

A confermare questa congettura sono le previsioni positive che il Fondo Monetario Internazionale ha diffuso sull’economia giapponese. Si prevede infatti che questa crescerà del 2.3% quest’anno e dell’ 1.9% nel 2008, grazie in particolar modo allo sviluppo della domanda interna. Secondo il FMI le compagnie hanno tagliato i debiti accumulati durante il periodo della bolla speculativa, impegnandosi in nuovi investimenti e assunzioni di lavoratori. E, sebbene rimangano i più bassi tra i paesi industrializzati, in febbraio la banca centrale ha innalzato i tassi di interesse fino allo 0,5%. Infine, secondo il FMI, anche la caduta dei prezzi registrata lo scorso febbraio e marzo, che aveva fatto temere per un possibile ritorno della deflazione, è stato un evento temporaneo che presto lascerà all’inflazione spazio per crescere gradualmente. Tuttavia, attualmente sono le esportazioni e gli investimenti di capitale a condurre l’economia giapponese, mentre i consumi rimangono ancora marginali.

Ameriga Giannone