Giappone-Corea: un “gesto” potrebbe aiutare la ripresa dei dialoghi

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18 Maggio 2006

TOKYO: Il Segretario generale dell’Onu, Kofi Annan ha dichiarato ieri che "un gesto importante" potrebbe sanare i rapporti tra il Giappone e la Corea del Sud, inaspriti dalle visite annuali del premier nipponico, Junichiro Koizumi al tempio in onore dei caduti in guerra.

Annan è in Giappone per avviare dei colloqui a livello ministeriale, in seguito ad una visita nella Corea del Sud, in un’atmosfera di continue tensioni tra i vicini asiatici che lo scorso mese ha quasi condotto ad una prova di forza nell’area delle isole contese. Koizumi, da parte sua, ha dichiarato di "essere a favore di una ripresa dei dialoghi con Cina e Corea" e che "la porta è aperta per i colloqui".

Durante i suoi 5 anni di mandato, le visite annuali di Koizumi al tempio di Yasukuni a Tokyo — dove i criminali di guerra sono onorati accanto ai caduti nazionali — hanno irritato la Corea del Sud, risollevando i ricordi delle sofferenze subite durante l’occupazione giapponese dal 1910 al 1945.

Seul e Pechino vedono, infatti, il tempio come un simbolo del passato militarismo dell’Arcipelago, anche se Koizumi non fa che ripetere che sua unica intenzione nelle visite al sacrario è solo onorare i caduti e pregare per la pace, non certo glorificare la guerra.

Il Giappone è stato spesso paragonato alla Germania per come affronta il suo passato militarismo.

Le ripetute scuse da parte dei leader giapponesi per le azioni passate non hanno sortito l’effetto sperato che invece è stato smorzato in parte dai commenti contradditori dei politici giapponesi.

In un’intervista con la rete nazionale NHK, Annan ha affermato che la popolazione della Corea del Sud e della Cina è tuttora convinta che sia i politici che il popolo giapponese non si siano pentiti a sufficienza per le loro azioni commesse in tempo di guerra.

Annan ha comunque espresso ottimismo circa le relazioni tra Tokyo e Seul, i cui ministri esteri –Taro Aso e Ban Ki-moon — si incontreranno alla vigilia di una conferenza in Qatar la prossima settimana.

Oltre alle visite di Koizumi al sacrario, il Giappone è stato accusato anche dai suoi vicini asiatici di aver approvato dei testi scolastici che, secondo i critici, hanno coperto le stragi commesse in passato dal Paese del Sol Levante.

Tokyo e Seul hanno quasi rischiato un confronto marittimo lo scorso mese, dopo che la Corea del Sud ha messo in guardia le sue guardie costiere per impedire alle navi nipponiche di compiere rilevamenti nelle acque vicino al gruppo di isole di cui i due Paesi reclamano il possesso.

Nel corso dei colloqui con Annan, Aso ha dichiarato che la contesa sulle isole, note come Senkaku in giapponese e Tokto in coreano, è una questione di diritti territoriali e non di storia, come invece sostiene la Corea del Sud.

Ylenia Rosati