Giappone: diplomazia ‘stagnante’

26 Giugno 2006

TOKYO: La questione della Corea del Nord e dell’eventuale test missilistico, saranno gli argomenti in cima all’agenda all’indomani della visita del premier giapponese Junichiro Koizumi a Washington questa settimana.

La cooperazione tra Usa e Giappone nella reazione ad un possibile lancio missilistico la scorsa settimana non avrebbe potuto essere migliore, sostiene J.Thomas Schieffer, ambasciatore americano in Giappone.

Tuttavia, in un momento in cui è più che mai necessaria una cooperazione regionale, il Giappone ha a malapena dei contatti con Cina e Corea del Sud. Infatti, giovedì, il presidente della Corea del Sud, Roh Moo Hyun ha riferito che il suo Paese deve rafforzare la sua immagine militare, non tanto nei confronti del nord, quanto verso il Giappone.

Le relazioni tra Giappone, Corea del Sud e Cina hanno toccato i minimi storici, soprattutto a causa di amari disaccordi riguardo il passato militarismo del Paese del Sol Levante.

Vecchie dispute storiche tornano a farsi sentire, anche se il Giappone, con la benedizione americana, mira a giocare un ruolo sempre maggiore nella regione asiatica.

I più preoccupati sono comunque i politici americani, che temono che tutto ciò possa finire per minacciare gli interessi del Giappone e dell’America in Asia.

C’è chi crede che un intervento più attivo degli Usa, almeno a livello informale, potrebbe aiutare la risoluzione delle dispute.

Mentre proseguono le contese tra i due vicini asiatici per affermare la propria influenza nella regione, e per il controllo dei territori e delle risorse naturali, le visite di Koizumi al tempio di Yasukuni, in memoria dei caduti giapponesi e dei 14 criminali di guerra di classe A, continuano a suscitare le forti critiche da parte di Pechino e Seul.

Ylenia Rosati