Giappone dipsosto a esorcizzare timori bomba atomica

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5 Aprile 2006

TOKYO: Il Giappone, unico Paese vittima delle armi nucleari, sta cercando di esorcizzare i timori che nutre da 60 anni verso l’atomo, in un dibattito che potrebbe farsi sempre più acceso. Il Governo giapponese pare infatti sempre più interessato ad aumentare le sue centrali nucleari (50 al momento), tuttavia deve tener presente le forti resistenze delle comunità locali. Ufficialmente la politica del governo nipponico resta di un risoluto no agli ordigni nucleari, no al loro possesso, costruzione o transito sul territorio nazionale.

Ciononostante qualche giorno fa è partito il via libera alla costruzione del primo impianto per riprocessare il combustile atomico estraendone plutonio e uranio, un progetto rigorosamente non militare, ma sul piano puramente tecnologico il reattore autofertilizzante nella provincia settentrionale di Aomori (dopo ben 13 anni di attesa) porterà il Giappone assai vicino alla capacità di costruire un ordigno nucleare totalmente in proprio.

E’ pur vero che le centrali atomiche esistenti in Giappone sono costantemente sottoposte a severe misure di sicurezza, questione che è tornata ad essere scottante dall’epoca dell’incidente, nel settembre del 1999, presso l’impianto di Tokaimura (nord-est di Tokyo), dove una fuga di materiale radioattivo provocò 2 morti e 150 contaminati.

Per non parlare della questione nucleare internazionale, ovvero la costante minaccia della Corea del Nord, che più volte ha dichiarato di volersi dotare di impianti nucleari non sorvegliati, o i recenti accordi per lo sviluppo atomico tra America e India e Cina e Australia, nonché quelli allo studio fra Corea del Sud e Indonesia.

In una prospettiva del genere sembra ovvio che il Giappone si senta sempre più pressato a cautelarsi con ogni mezzo disponibile, date anche le crescenti pressioni degli Stati Uniti affinché Tokyo diventi presidio di una partnership globale per la sicurezza che va dalla Nato alla Nuova Zelanda.

Ylenia Rosati