Giappone: due immagini contrastanti per i giovani cinesi

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27 Giugno 2006

TOKYO: Durante le vacanze per il Nuovo Anno, Wang Min, professoressa universitaria a Tokyo, ha invitato il figlio di un amico cinese a visitarla. Come la maggior parte dei giovani cinesi, il ragazzo si è rivelato un fan accanito della cultura pop nipponica.

Girando per le strade di Tokyo, cita tutte le cose che ama del Giappone, dai fumetti comici di Dragonball al gruppo pop SMAP, al video game "Final Fantasy", fino a quando la macchina passa davanti ai cancelli del Tempio di Yasukuni, il santuario in memoria dei criminali di guerra, al che il ragazzo si gela e dice "Non posso dire ai miei amici di aver visto il tempio di Yasukuni, anche se è successo per caso."

Wang racconta questa storia nell’incipit del suo libro sull’ambivalenza che contraddistingue i sentimenti di molti giovani cinesi nei confronti del Giappone.

"Il Giappone domina ogni segmento della cultura giovanile in Cina, e ciò è innegabile, tuttavia, anche la giovane generazione non dimentica il passato del Paese del Sol Levante, considerato ancora un aggressore", sottolinea Wang.

La stessa Wang ha provato quest’esperienza sulla sua pelle. Cresciuta nella città di Chengde, un tempo parte del Manchukuo, lo stato fantoccio creato dal Giappone nel 1932, è stata testimone dei sentimenti anti-giapponesi dei suoi vicini e compagni di scuola. In 17 anni di insegnamento, Wang pensa di aver capito la ragione principale per cui giapponesi e cinesi spesso non riescono a comprendersi: "mettono troppa enfasi su ciò che i due Paesi hanno in comune, come nel caso degli ideogrammi e altri elementi culturali, e dimenticano le differenze", dichiara Wang.

Il Giappone ha infatti derivato gran parte della sua cultura dalla Cina antica, ma la storia moderna dei due Paesi è nettamente diversa.

"Il popolo cinese è stato protagonista di una serie di tragici eventi e sconvolgimenti sociali anche dopo la Seconda Guerra Mondiale, quali la Rivoluzione culturale. In un Paese dove la critica del regime viene costantemente soffocata, la frustrazione aiuta le persone ad alimentare l’odio anti-giapponese", sostiene Wang.

"La giovane generazione cinese, nonostante l’immagine del Giappone, è ancora profondamente ferita e confusa", aggiunge Wang "Bisogna sviluppare dei canali di comunicazione diversi dalla politica, pensare a strade alternative quali scambi culturali, per promuovere la comprensione e la tolleranza reciproca delle differenze."

Ylenia Rosati