Giappone: il ministro Aso inaugura l’International Manga Award

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23 Maggio 2007

TOKYO: Non ci stupisce che in Giappone si inauguri un premio per il miglior manga dell’anno. E’ difatti ormai pienamente parte dell’immaginario mondiale il binomio che associa la cultura del manga e dell’animazione al Giappone; così come è innegabile che la produzione di manga, oltre a rappresentare la continuità moderna di un sentimento artistico che vede nel genio creativo di Hokusai il proprio punto di partenza, rappresenta oggi un’industria di portata colossale per cifre di vendite in Giappone e, soprattutto, all’estero, Italia compresa. Un trend che non sembra arrestarsi e che avvicina milioni di giovani e meno giovani alla passione per il fumetto targato "made in Japan".

Una passione sminuita, a tratti derisa nel nostro bel paese, da chi forse ignora la portata sociale e culturale che ancora oggi il manga riveste in Giappone. Ma forse, per capire quanto la portata della "cultura manga" sia profondamente radicata nella società giapponese basti prestare attenzione alla notizia di oggi: se l’ennesimo Manga award non ci dice nulla di nuovo, quello che forse ci lascerà un po’ sbigottiti è sapere come questo prestigioso premio, rivolto stavolta agli stranieri che si cimenteranno nella creazione di un fumetto in "manga style", sia stato indetto dallo stesso Ministro degli esteri Taro Aso, famoso in Giappone per la sua dichiarata passione per i manga e per la cultura pop.

Ecco allora rimbalzare sulla stampa giapponese la notizia di una vera e propria conferenza stampa in cui Aso ha dichiarato di volere "creare il corrispettivo premio Nobel per i migliori mangaka (disegnatori di manga) al mondo, esaminati e premiati anche al di fuori dei confini nipponici." La novità, difatti, è data dal riconoscimento di autorevolezza e prestigio anche a mangaka stranieri, oggi sempre più numerosi ma difficilmente inseriti nel mercato produttivo giapponese. "Forse non potremo destinare una soma di denaro ingente quanto nel caso del premio Nobel" si affretta a giustificare Aso "ma sicuramente inviteremo i vincitori in Giappone e li aiuteremo nell’inserimento sul mercato nazionale e internazionale di manga".

"Lo scopo dell’evento è quello di diffondere una cultura del manga più autorevole e consapevole e che ci aiuti nel testimoniare al mondo la grande vastità di contenuti e lo spessore delle storie narrate" conclude Aso.

Ecco allora radunata una commissione di autorevoli mangaka, editors, produttori ed esperti di settore pronti a giudicare il miglior mangaka straniero che verrà scelto fra tutti i candidati che gareggeranno, entro il 22 giugno prossimo. Il premio? 10 giorni in Giappone a spese del Ministero e la possibilità di pubblicare in Giappone il proprio lavoro. Un trampolino di lancio per tutti coloro che sognano di lavorare nell’ambito. L’invito alla sfida è rivolto, ovviamente, anche a tutti i mangaka italiani.

Paolo Cacciato

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