Giappone: imprenditori alla larga dalla politica

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25 Maggio 2006

TOKYO: La lobby commerciale giapponese è d’accordo nel voler evitare la "spinosa" questione delle visite del premier giapponese al tempio in memoria dei caduti in guerra.

Fujio Mitarai, presidente e CEO della Canon Inc., ha dichiarato che la questione di come il Paese commemora le sue vittime di guerra è un "problema nazionale" che il Governo dovrebbe affrontare.

Le visite del premier giapponese, Junichiro Koizumi al tempio di Yasukuni — dove sono onorati accanto ai 2.5 milioni di caduti in guerra anche i criminali di classe A — hanno raffreddato le relazioni con i suoi vicini asiatici, Corea del Sud e Cina.

"Lasciando per un momento da parte la questione Yasukuni, è evidente che una nazione debba ricordare le vittime di guerra e assicurarsi che ciò non si ripeta in futuro", ha dichiarato Mitarai.

Mitarai ha preso ieri le redini della Federazione commerciale giapponese (Keidanren), la più potente lobby commerciale nazionale.

"E’ una questione che riguarda l’intera popolazione, perciò se ne devono occupare i politici" ha aggiunto.

La posizione di Mitarai contrasta con la richiesta avanzata questo mese da parte di un altro gruppo commerciale, la Japan Association of Corporate Executives, affinché Koizumi interrompa i suoi pellegrinaggi al tempio, proposta che Koizumi ha nettamente rifiutato.

Il predecessore di Mitarai, Okuda, che lo scorso anno ha incontrato il presidente cinese Hu Jintao e il premier Wen Jiabao, spinge invece per degli sforzi diplomatici per migliorare i rapporti con la Cina. Alcuni businessman, come Okuda, temono infatti che il "gelo diplomatico" potrebbe finire per danneggiare le relazioni economiche nella regione.

Lo scorso anno, quasi metà delle esportazioni giapponesi erano indirizzate all’Asia, Cina inclusa.

Mitarai, da ieri nuovo presidente della Canon, ha anche riferito che sebbene reputi "importante" il dialogo tra il Keidanren e il Governo, cercherà tuttavia di evitare legami troppo stretti tra circoli politici e commerciali, secondo quella che lui definisce una "più sana" relazione, che propone sì una certa distanza tra le parti ma che allo stesso tempo può aiutare a promuovere "una maggiore cooperazione tra i due vicini asiatici".

Ylenia Rosati