Giappone propone comunità asiatica, sul modello dell’Ue

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7 Aprile 2006

TOKYO: In questi giorni sta prendendo forma in Giappone l’idea di creare una comunità dell’Asia e del Pacifico, sul modello dell’Ue. Il progetto vedrebbe coinvolti 16 Paesi, dal Brunei alla Nuova Zelanda, ovvero metà della popolazione del pianeta con un Pil pari a 8 miliardi di euro l’anno, un quarto dell’economia mondiale, e il ruolo guida spetterebbe a Giappone, Cina, India e Corea.

Secondo delle analisi condotte dall’Adb (Banca Asiatica per lo Sviluppo), l’economia dell’Estremo oriente (Giappone escluso) dovrebbe crescere quest’anno di oltre il 7%, con una marginalissima diminuzione rispetto al 2005.

Primo passo sarà l’organizzazione ufficiale di colloqui multilaterali in proposito entro la fine del 2008, compito non facile, visto il difficile contesto politico della regione e gli attriti su diversi paini bilaterali.

Il Giappone non sta certo perdendo tempo in questo suo progetto, infatti in questi giorni Tokyo e Manila si sono riproposte di firmare un primo accordo di libero scambio entro la fine di luglio, in occasione del 50esimo anniversario dello stabilimento di relazioni diplomatiche. E sempre in questo contesto si spiega il tour del premier cinese Wen Jiabao inteso a consolidare i rapporti economici e culturali in Oceania.

Ylenia Rosati

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