Giappone-Usa: concluso accordo per consolidare presenza militare

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2 Maggio 2006

TOKYO: Usa e Giappone hanno concluso ieri un accordo per consolidare la presenza di 50.000 truppe statunitensi in Giappone, come parte di un più ampio riallineamento delle truppe americane in Asia.

Tokyo e Washington hanno discusso per mesi i dettagli del progetto che prevede la riduzione delle truppe americane nell’Arcipelago, attraverso un trasferimento di 80.000 Marines da Okinawa a Guam entro il 2014.

In base all’accordo, gli Usa rilocalizzeranno anche la pista di decollo da Futenma a Nago.

L’accordo è stato reso possibile dopo che Tokyo ha convinto i politici di Okinawa, per ridurre l’opposizione locale al progetto.

Gli Usa inizialmente volevano che il Giappone pagasse il 75% del costo totale del riallineamento a Guam, pari a 10 miliardi di dollari. Tuttavia, la scorsa settimana Donald Rumsfeld, segretario della Difesa americano, e Fukushiro Nukaga, ministro della Difesa giapponese, hanno raggiunto un compromesso in base a cui il Giappone pagherà 6.1 miliardi di dollari, ovvero il 59% del costo totale.

L’accordo è stato concluso ieri da Rumsfeld e Condoleezza Rice, segretario di Stato americano insieme alle loro controparti giapponesi, Taro Aso, ministro degli Esteri giapponese, e Nukaga.

Lo spostamento a Guam e il riallineamento dell’eliporto di Futenma permetteranno agli Usa di restituire il controllo del territorio a Okinawa, nel tentativo di diminuire l’opposizione locale alla presenza delle truppe americane sull’isola.

In una dichiarazione congiunta, i ministri hanno riferito che l’accordo "condurrà ad una nuova fase nella cooperazione bilaterale, rafforzerà le capacità di alleanza nella regione…e ridurrà il peso sulle comunità locali, incluse quelle di Okinawa, fornendo così la base per un maggiore sostegno pubblico all’alleanza di sicurezza."

L’alleanza militare nippo-americana ha visto dei grandi progressi negli anni passati, grazie al contributo delle truppe giapponesi alla coalizione guidata dall’America in Iraq.

Washington crede che la relazione bilaterale abbia assunto un ruolo anche più importante visto il raddoppio delle spese della Cina nel settore della difesa.

"Le spese militari della Cina sono sempre più in linea con il suo sviluppo economico, diventa perciò necessaria maggiore trasparenza da parte della Cina, se vuole che i suoi vicini non si sentano minacciati", ha dichiarato Nukaga.

Rivolgendosi ai ministri della Difesa asiatici a Singapore lo scorso luglio, Ramsfeld aveva chiesto alla Cina le ragioni per il forte aumento delle sue spese militari, visto che non stava affrontando delle serie minacce. In risposta la Cina aveva ribadito che le sue spese nell’ambito della difesa non erano che una frazione infinitesimale del budget annuale americano.

Ylenia Rosati

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