Giappone: vietata somministrazione Tamiflu agli adolescenti.

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22 Marzo 2007

TOKYO: E’ chiaro e netto il parere del Ministero della Salute giapponese che proprio in questi giorni ha emesso un divieto di vendita e somministrazione ai più giovani del Tamiflu, farmaco che in Giappone è comunemente utilizzato per curare gli stati influenzali e che ultimamente veniva additato, da fonti specializzate, quale unico farmaco in grado di curare l’influenza aviaria.

Il divieto,invece, è ora irremovibile e rivolto ai ragazzi dai 10 ai 19 anni

Se da una parte la Chugai Co., azienda che si occupa della distribuzione del celebre farmaco attraverso la rete di ospedali e farmacie del Giappone, si limita ad eseguire gli ordini provenienti dal Ministero, in una campagna d’avviso e tutela dei consumatori partita ieri ed indirizzata principalmente ai medici; dall’altra parte, la casa farmaceutica produttrice, la svizzera Roche, non fa che dimostrare la propria perplessità nella decisione degli esperti incaricati dal ministero in una commissione d’indagine sui possibili effetti collaterali legati all’assunzione del farmaco.

Le autorità tengono a sottolineare che non esiste nessun problema di sicurezza pubblica e tendono a non alimentare gli allarmismi già ampiamente diffusi dai media.

L’attenzione del governo giapponese sarebbe stato mossa dall’accostamento di oltre 64 casi di disturbi psichici verificatisi in giovani d’età compresa fra i 13 e i 18 anni dal 2000 al 2004, proprio in seguito all’assunzione del Tamiflu, comunemente venduto come farmaco di facile utilizzo per combattere gli stati di raffreddamento. Un binomio pericoloso, quello che legherebbe fra gli effetti collaterali del Tamiflu anche a veri e propri casi di suicidio, collegati ad allucinazioni di vario genere. La necessità di accelerare la tempistica d’osservazione e monitorizzazione del farmaco sembra emersa in seguito a nuovi casi di "malattia da tamiflu" fra i più giovani. Il 7 febbraio scorso ad esempio un ragazzo di 12 anni si è gettato dal secondo piano della sua abitazione nel pieno cuore della notte fratturandosi una gamba e solo cinque giorni dopo, un altro caso allucinogeno avrebbe coinvolto un ragazzo della medesima età, lanciatosi a braccia aperte come per spiccare il volo, dal balcone della sua abitazione fratturandosi l’anca destra. E sempre nello stesso mese due ragazzi della scuola media, che stavano assumendo regolarmente il farmaco antinfluenzale, hanno visto la loro morte dopo il salto dal tetto dell’edificio.

Ecco il motivo di tanta cautela nella somministrazione del tamiflu ai più giovani, anche se gli incaricati del Ministero della salute ci tengono a dichiarare che non esiste nessun nesso concreto che colleghi le tristi vicende al farmaco antinfluenzale.

A far leva però sull’opinione pubblica e sulla necessità di tutela, richiamata a gran voce anche da associazioni di consumatori e di genitori impensieriti dalla vicenda, è anche il report emesso dalla U.S. Food and Drug Administration che collega oltre un centinaio di casi di delirio, per la maggiori parte fra giovani giapponesi, colpiti da sintomi influenzali.

La ricerca ora condotta parlallelamente dalla commissione istituita dal Ministero della salute giapponese e gli esperti farmaceutici della Roche è quello di capire quanto il tamiflu contribuisca in termini di responsabilità ad accentuare stadi di patologia psichica che in realtà potrebbero venire esternati e aggravati dalla contingenza influenzale.

Paolo Cacciato