Giovanni Zangani da Milano al Vietnam passando per gli Stati Uniti

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Intervista a Giovanni Zangani consulente finanziario in Vietnam, il suo percorso e scelte nell’operare in Asia

Corriere Asia: Breve descrizione del percorso professionale che ti ha portato in Asia

Giovanni Zangani: dopo 4 anni a lavorare come consulente direzionale a Milano e negli Stati Uniti sentivo stretta la poca visibilità che avevo sull’impatto del mio lavoro. Da consulente infatti si rimane molto ad alto livello nelle proprie analisi e raramente si sta presso un cliente il tempo sufficiente per vedere l’implementazione e soprattutto l’esito delle proprie consulenze.
Migliorare le mie competenze in corporate finance facendo un lavoro che mi permettesse di entrare nel cuore delle dinamiche di un’impresa mi sembrava la strada più interessante. Mi sono quindi licenziato facendo un “all-in” dei miei risparmi per frequentare un MBA all’ Hong Kong University of Science and Technology intraprendendo una carriera in Private Equity per un fondo che investe nel mercato Vietnamita dove ancora attualmente lavoro.

Il motivo di trasferirmi in Asia invece di stanziarmi definitivamente negli Stati Uniti è stato spinto dal desiderio di vivere in un posto dinamico, con le opportunità lavorative almeno pari a quelle degli Stati Uniti, ma con quel calore umano che mi mancava dell’Italia.

CA: Quali sono le tue previsioni per il futuro in questa regione?
GZ: Dopo 3-4 anni difficili l’economia Vietnamita sembra essere entrata in un buon periodo grazie ad un tasso d’inflazione sotto controllo (<7.5% per gli ultimi 24 mesi), costante incremento dei consumi e dell’export. Mi sembra ragionevole aspettarsi almeno nel medio termine 3-5 anni tassi di crescita interessanti PIL +5% con aumento dei consumi e crescita della classe media che renderanno il paese attraente non solo come hub produttivo ma anche come mercato finale, seguendo su piccola scala lo stesso percorso intrapreso dalla Cina con una decina d’anni d’anticipo. Questo sviluppo sara’ favorito anche dall’imminente messa in atto della Tran Pacific Partnership che intensificherà il commercio e gli investimenti tra diversi paesi tra cui USA e Vietnam.

CA: Quali consideri essere le principali criticità nel fare business in Asia?
GZ: una delle difficoltà maggiori è legata al profondamente diverso sistema valoriale che si trova in questi paesi. Questo si traduce in un diverso modo di comunicare, di concepire le relazioni personali e lavorative, e le regole stesse di fare business.

CA: Come potresti descrivere la vostra strategia di business?
GZ: Cerchiamo aziende Vietnamite che hanno già dimostrato di avere un modello di business vincente su piccola scala, con soci fondatori intraprendenti ma che abbiamo l’apertura mentale per mettersi in discussione e migliorarsi. Entriamo nella proprietà iniettando capitale e portando best practice internazionali grazie ad esperti globalmente riconosciuti che coinvolgiamo in diversi fasi dell’investimento. Puntiamo ad aumentare il valore dell’aziende principalmente grazie alla crescita della loro quota di mercato, e tipicamente dopo 3-5 anni, vendiamo.

CA: Qual è la migliore opportunità che il Paese offre agli stranieri in questo momento?
GZ: Il Vietnam non ha sufficienti professionalità tecniche per stare al passo con il rapido sviluppo di infrastrutture e dell’incremento della propria capacità produttiva. Ingegneri o comunque profili tecnici che possono inserirsi nella value chain di questi ambiti sicuramente hanno un accesso privilegiato e riescono ad avere responsabilità difficilmente ricopribili in mercati più competitivi.

CA: Qual è stato il miglior consiglio che potresti dare a chi è interessato a trasferirsi in Asia?
GZ: Ogni paese in Asia ha caratteristiche specifiche ma tutti sono accomunati dall’importanza delle relazioni sia nella vita sociale che lavorativa, ambiti difficilmente distinguibili. Consiglio quindi di trasferirsi per 2/3 mesi usando un visto turistico e nel frattempo oltre a famigliarizzare con la cultura del posto fare network con la comunità di espatriati presente nella ricerca di opportunità lavorative.

CA: Quale parte del tuo lavoro ti piace di più/meno?
GZ: La parte che mi piace di più del mio lavoro è la valutazione di nuove opportunità d’investimento, avendo la possibilità di conoscere nuovi settori, brillanti imprenditori etc. la parte che mi piace di meno è quella legale non avendone la padronanza tecnica.

CA: Cosa ti stimola e ti da nuove motivazioni?
GZ: Imparare cose nuove sia attraverso nuovi progetti sfidanti sia collaborando con persone più capaci di me, e avere un impatto positivo con il mio lavoro su persone e società.

CA: Che libro stai leggendo in questo momento?
GZ: “Measuring and Managing the Value of Companies”

CA: Com’è il tuo fine settimana tipo? Cosa fai nel tempo libero?
GZ: Il tempo libero lo divido tra sport vari tra cui il badminton che è molto popolare in Vietnam, lo studio della lingua cinese che è il mio hobby, e cene tra amici o eventi di networking per fare nuove conoscenze. Nel fine settimana aggiungo anche un po’ di movimentata vita notturna nei diversi locali ad Ho Chi Minh.

 

Redazione

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