Gu Gong : Viaggio nella Città Proibita

a cura di:

Archiviato in: in
Gu Gong : Viaggio nella Città Proibita

17 Aprile 2007

– Orari d’accesso: estate 8.30 — 16.30 / inverno 8.30 — 15.30

– ingresso a pagamento: 30 o 45 yuan. ( Il biglietto è da conservare durante tutta al visita, poiché può essere richiesto. In caso di perdita del biglietto d’entrata, si è soggetti al pagamento di una multa di 5 yuan ).

– possibilità di acquistare all’interno guide turistiche in tutte le lingue.

– tempo previsto visita: 3 ore

PECHINO: Perfetto e massimo esempio di architettura classica cinese. 70 ettari di superficie, 8706 stanze ( inizialmente si ritiene che fossero 9.999, 9 è il numero dell’imperatore ) in cui vivevano 8.000 — 10.000 persone, compresi 8.000 eunuchi, dame e concubine.

Parliamo della Città Proibita , riservata solo all’Imperatore o chi da lui autorizzato , per oltre 500 anni e da pochi conosciuta anche come Città Purpurea. Difatti Mirto Purpureo era il nome della Stella Polare: come la Stella Polare era il punto di riferimento di viaggiatori e naviganti, così l’imperatore, figlio del Cielo, era il punto di riferimento del popolo cinese. Dopo 17 anni di costruzione , per cui l’imperatore impiegò 100.000 artigiani per la costruzione del Palazzo, costringendo ai lavori forzati più di un milione di persone, nel 1421, l’Imperatore Ming Yongle vi si trasferì. Dopo di lui, fu la residenza di altri 24 imperatori, dalla dinastia Ming ( 1368 — 1644 ) fino a Puyi, ultimo imperatore Qing, che vi rimase fino al 1911 ( anno di fondazione della Repubblica di Sun Yat-sen ).

Ad abbracciare il Palazzo Imperiale, anche se si tratta precisamente di un insieme di palazzi , un fossato di 50 metri pieno d’acqua, ed una cinta muraria alta 13 metri. Quattro bellissime torri ne contrassegnano gli angoli.

Tutte le costruzioni hanno tetti in ceramica giallo — oro ( colore riservato all’imperatore ) eccetto i templi che le hanno verdi ( colore riservato ai templi ). Più importante è il padiglione, più la sua posizione è elevata, e più numerose sono le statuette che ne ornano i colmi dei tetti.

Le porte da cui si accede alla Città Imperiale sono 4, una per ogni punto cardinale: la Wumen ( porta di mezzogiorno ), a sud; la Shenwumen ( Porta della Grandezza Divina ), a nord; la Donghuamen ( Porta Fiorita dell’Est ), a est; e la Xihuamen ( Porta Fiorita dell’Ovest ); a ovest.

La Wumen, sormontata da 5 padiglioni ed alta 35 metri, è la porta più grande del Palazzo ( in questo punto si possono affittare registratori con spiegazioni in lingue straniere, o si possono acquistare guide, video…). Da qui l’imperatore presenziava alle cerimonie militari e proclamava il nuovo calendario. Alla fine di ogni battaglia le armate sfilavano davanti a questa porta in presenza dell’Imperatore a cui offrivano i loro prigionieri che egli poteva sia condannare che graziare. Sempre da questa porta, l’Imperatore calava, dentro una scatola dorata, gli editti, da consegnare al Ministero dei Riti, affinché fossero copiati in tanti esemplari quante erano le province.

Varcata Wumen, si entra in un ampio cortile dove scorre il Jinshuihe (Ruscello dalle Acque d’Oro), attraversato da 5 ponti di marmo ( i ponti rappresentano le 5 virtù ). Sui due lati, delle porte immettono sul cortile principale, progettato in modo da poter ospitare 90.000 spettatori.

Di fronte, su una grande terrazza a tre piani, la Sala dell’ Armonia suprema ( Taihedian ), l’edificio più grande del Palazzo, alto 35 metri, tutto in legno ( tutte le strutture della Città Proibita sono costruite con legno di lauro – canforo proveniente dalle foreste del Sichuan e dello Yunnan ), costruito senza l’utilizzo di un chiodo, ma ricorrendo alla tecnica dell’incastro e sorretto da 24 colonne ( sei centrali, dal diametro di un metro, dorate e decorate con motivi di drago ). Lo spiazzo antistante questa sala è ornato da 18 bruciaprofumi in bronzo ( ognuno rappresenta una delle 18 province della Cina antica ) nei quali si bruciava legno di sandalo; un’edicola in pietra contenente una misura per il grano a ovest e a est una meridiana simboleggiano la giustizia e la rettitudine imperiali. Un drago-tartaruga, animale mitologico, incarna la longevità e l’immortalità. Quattro giare di rame dorato ricoperte da 18 kg d’oro si trovano da una parte e dall’altra del padiglione. Esse servivano da riserva e deposito d’acqua in previsione di incendi e assedi, dato che l’insieme della città è costruito quasi interamente di legno massiccio. Durante l’inverno alcuni eunuchi erano incaricati di accendere dei fuochi sotto le giare per evitare che l’acqua si trasformasse in ghiaccio.

L’imperatore arrivava qui, seduto su una portantina, da una rampa formata da una grande lastra di marmo bianco, oggi conosciuta come il tappeto di marmo, scolpito durante la dinastia Ming in un marmo cavato a 50 km dalla capitale, e trasportato qui facendolo scivolare su un canale ghiacciato appositamente costruito. Un monolito di 16, 5 metri di lunghezza, 3 di larghezza, 170 cm di altezza, pesante 250 tonnellate, raffigurante nove draghi che volano fra nuvole ordinate al di sopra dei cinque monti sacri che emergono dall’oceano primordiale ,su cui sono scolpiti il drago, la fenice, la perla e le nubi ordinate. I portatori salivano sulla terrazza per mezzo delle 2 scale di marmo porte ai lati della rampa stessa.

Nella Sala dell’Armonia Suprema si tenevano le più solenni cerimonie, come i riti del Capodanno, nozze, o l’incoronazione del nuovo Imperatore, sempre al suono di musiche shang, composte dall’Imperatore Shun, ( 2255 AC ), suonate con campane d’oro e litofoni di giada. Funzionari e dignitari venivano a prostrarsi davanti al palazzo dove sedeva l’imperatore, ma nessuna donna poteva assistere a queste cerimonia. Al centro, il Trono del Drago, elevato su sette gradini, dorato e splendidamente intagliato; alle sue spalle un magnifico paravento finemente inciso con 9 draghi e due elefanti. Qui, immerso in un fumo irreale, il "Figlio del Cielo", intermediario tra Dio e gli uomini, poteva assaporare a piacere l’"Armonia Suprema"; da qui il nome di questo padiglione.

Sulla stessa terrazza, altre due magnifiche costruzioni: la Sala dell’Armonia Perfetta. Zhonghedian, e la Sala dell’Armonia Protetta, Baohedian.

La prima può essere considerata una sala "intima", luogo di riposo e riflessione. Il trono eretto al centro è circondato da 2 bracieri e da 4 bruciaprofumi dorati. L’imperatore vi metteva a punto il protocollo delle cerimonie che dove presiedere, prima di recarsi in gran pompa alla Sala dell’Armonia Suprema. E’ qui che egli stendeva i messaggi che venivano letti nel Tempio degli Antenati ed è qui che venivano esaminate una volta all’anno le sementi dei raccolti. Qui accettava anche le felicitazioni dei suoi ministri e le lettere credenziali degli ambasciatori stranieri. Gli imperatori bambini ricevevano qui l’educazione relativa alle loro funzioni. Due portantine sono situate ai fianchi del trono.

La Sala dell’Armonia Protetta, piccola ma spaziosa grazie all’assenza di colonne centrali, veniva usata per banchetti e cerimonie minori. Venne usata per le udienze fino ai tempi di Qianlong (1736-1796), quarto imperatore della dinastia Qing. Vi si celebrava anche la festa delle lanterne, il 15° giorno della prima luna. In quest’occasione, l’imperatore offriva sontuosi banchetti alla nobiltà delle minoranze nazionali e ai suoi ministri. Le colonne che sostengono il tetto, qui sono più antiche e meno numerose che nella Sala della Suprema Armonia, in modo da permettere grandi ricevimenti. Gli esami imperiali si svolgevano in questa sala. Ai lati del trono sono esposti alcuni reperti archeologici scoperti nel 1976, come pure si possono ammirare dei rari ornamenti risalenti a più di 5000 anni fa. Un bronzo funebre rappresenta due cavalieri armati di lancia che precedono un carro tirato da due cavalli che trasporta un funzionario protetto da un parasole. Un cavallo che galoppa su una rondinella risale alla dinastia degli Han dell’ovest.

Le tre sale rappresentano i Tre Buddha e i Tre Puri Taoisti.

Ad est, la Sala della Purezza Celeste ( Qianqinggong ), sezione privata e residenza della famiglia imperiale, quasi tutta al femminile, visto che imperatori ed eunuchi erano gli unici a poter entrare. Qui, gli imperatori Ming avevano la loro stanza da letto. Poi, con i Qing, divenne sala di udienze in cui si ricevevano gli ambasciatori stranieri. Al centro vi è il trono imperiale con bruciaprofumi in "cloisonné";

Questa zona, di dimensioni più umane rispetto alla parte precedente del Palazzo, fu lo scenario di complotti, intrighi, morti ed omicidi, in quanto gli eunuchi e le concubine più influenti controllavano il potere nella corte.

Dietro la Sala della Purezza Celeste, troviamo la Sala dell’Unione ( Jiaotaidian ) , la sala del trono dell’imperatrice; e la Sala della Tranquillità Terrestre ( Kunninggong ), abitazione dell’Imperatrice durante la dinastia Ming. Sotto i Qing, l’imperatore e l’imperatrice vi trascorrevano la loro prima notte di nozze.

La parte nord-ovest del Palazzo Imperiale è una successione di corti e padiglioni. Qui vivevano le concubine, le favorite e gli eunuchi. Se ufficialmente un imperatore poteva avere 3 mogli, 6 favorite e 72 concubine, alcuni di essi possedevano fino a 3.000 concubine. Oggi la maggior parte dei palazzi è adibita a musei. Troviamo il Palazzo del Nutrimento e dello Spirito ( Yangxingdian ), dove vissero gli ultimi 3 Imperatori Qing; i 6 Palazzi dell’Ovest , dove risedevano Imperatrice, vedove, inservienti e concubine; il Palazzo dell’Astinenza ( Zhaigong ), dove la corte si felicitava quando nasceva l’erede al trono, oggi adibito a museo dei bronzi; i 6 Palazzi dell’Est, che custodiscono collezioni di oggetti preziosi ( ceramiche, porcellane d’epoca Yuan, Ming, Qing, stoffe e sete); la Sala del culto degli Antenati ( Fengxiandian ).

Petra Flamminio

Siamo a lavoro sul nuovo Corriere Asia!

Ricevi una notifica quando sarà Online
Ok voglio ricevere la notifica :) 
close-link