Harry Potter alla conquista dell’India : la lotta alla pirateria

24 Luglio 2007

MUMBAI: Il fenomeno Harry Potter approda in India. Sabato 21 luglio ha fatto l’uscita trionfale sul mercato indiano l’ultimo capitolo della saga di successo planetario firmato da JK Rowling. Altissimo il numero di copie prenotate per Harry Potter and the Deathly Hallows. Oltre 2 milioni di copie nel mondo e ben 240.000 solo dall’India. Una quota altissima se teniamo conto del prezzo di copertina (ben 23 dollari), non propriamente di facile portata per tutta la popolazione indiana.

Ecco allora affacciarsi un nuovo nemico per il giovane mago che ha affascinato e rapito intere generazioni in tutto il mondo: la pirateria. Altissime le misure di sicurezza messe a punto dall’editore per stemperare il problema: è stata creato un numero verde antipirateria per informare immediatamente Bloomsbury and Penguin India, editori e distributori del libro, riguardo a movimenti sospetti di possibili copie pirata, oltre ad un sistema di trasporto blindato per sorvegliare il convoglio delle copie, dall’aeroporto fino alle librerie ed un impianto di vigili armati ad assicurare sorveglianza notturna alle copie rimaste in deposito e nei magazzini dei book storse nei giorni antecedenti all’uscita trionfale del libro.

Si è trattata della più complessa e costosa azione di distribuzione e sorveglianza di un prodotto editoriale mai avvenuta in India prima di oggi. L’operazione di marketing soprannominata appunto "deathly hallows", prendendo spunto dal titolo del libro, ha permesso la distribuzione dell’ultimo capitolo firmato J K Rowling in oltre 300 centri urbani in tutta l’India. Un’operazione dalla portata colossale e che rivela la dimensione e l’appetibilità che il mercato dei media e del tempo libero sta occupando nel Paese.

Un team di specialisti e legali è stato poi assoldato dalla Penguin India per garantire la tutela dell’originalità del prodotto, assicurandosi l’assoluto oscuramento dei contenuti prima delle 6.30 di sabato scorso, giorno fatale per la rinascita di Harry Potter sugli scaffali delle maggiori librerie indiane. Le vendite registrate da sabato sono da capogiro e parlano di già 170.000 copie vendute solo nel primo giorno di promozione. Ma ancora più indicativa pare essere la riflessione di alcuni portavoce del canale di distribuzione del prodotto editoriale di Bloombsbury in India: la cifra che si rifà al numero di copie vendute già nella giornata di sabato è perlomeno da considerarsi penalizzata del 50% in termini di vendite, dall’azione della pirateria.

A differenza della realtà cinese che confeziona prodotti pirata falsi in termini di contenuto, mettendo sui mercati libri indicanti a caratteri cubitali i titoli di volumi tanto attesi e riempiti poi da pagine a caso o riscritte alla bene e meglio, la pirateria indiana è sofisticata e distribuisce libri in tutto e per tutto fedeli sia per presentazione che per contenuti all’originale, appoggiandosi però ad una rete di tipografie che producono a basso costo utilizzando colori, materiali cartacei e inchiostri altamente tossici e facilmente rimovibili con acqua o qualsiasi liquido. Un vero e proprio allarme per la salute del lettore sottolineato anche dalla ACA-Law, società che rappresenta l’associazione degli editori inglesi e che ha sede a New Delhi e che attualmente si muove in prima linea per la tutela dell’originalità del prodotto e la sua distribuzione legale.

Misure e avvertimenti non basteranno però ad arrestare la diffusione per gli angoli delle strade di Mumbai, New Delhi e Bangalore di venditori pirata del libro che smerceranno la copia tanto attesa ad un prezzo che si aggira intorno alle 100 rupie, circa due dollari, ben un decimo del prezzo originale. Basti pensare che nel 2005 durante l’uscita del sesto capitolo del libro, sono state sequestrate ben oltre 2.500 copie pirata fin dai primissimi giorni di messa in vendita. E non sembra bastare, a tutela del prodotto, nemmeno la severità della legge indiana nella tutela dei diritti di proprietà intellettuale: la pena indiana, difatti, prevede anche l’incarcerazione per due o tre anni per chi viene scoperto a commerciare copie pirata.

Attualmente non sembra essere stata avvistata nessuna copia illegale dell’ultimo libro uscito due giorni fa sul mercato, ma non possiamo che dire di essere agli inizi della battaglia. Ce la farà Harry questa volta?

Paolo Cacciato

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