Hong Kong lotta per il suffragio universale

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3 Luglio 2006

HONG KONG: Nove anni dopo il ritorno di Hong Kong alla Cina, il suffragio universale torna a dominare di nuovo il dibattito politico nella città.

Sembra aver diviso la popolazione di Hong Kong in due parti: oltre 45mila residenti hanno partecipato ieri mattina alla parata organizzata dai gruppi pro-Pechino che celebrano la riunificazione del territorio con il Paese, e quasi lo stesso numero di dimostranti hanno invaso le strade in una marcia pro-democratica nel pomeriggio, chiedendo soluzioni per diverse questioni, soprattutto il suffragio universale.

Attualmente, il chief executive di Hong Kong è eletto per voto indiretto attraverso un collegio elettorale di 800 membri. Solo metà dei seggi presso il Consiglio legislativo viene eletto per via diretta, che il suffragio universale trasformerebbe nel semplice sistema ‘una persona, un voto’. Anson Chan, la chief secretary che fu testimone della transizione di Hong Kong dalla legge coloniale britannica ai primi anni di auto-governo, ha preso parte alla marcia pro-democratica di ieri. Affiancata da membri della famiglia e circondata da un forte gruppo di volontari a proteggerla, si è fatta strada lungo il percorso della protesta mentre una folla la salutava.

La marcia pro-democratica ha visto la partecipazione di circa mezzo milione di persone nel 2003 e 2004, quando Hong Kong è sta colta da un rovesciamento economico durante la crisi finanziaria asiatica e l’epidemia della SARS.

Lo scorso anno, l’economia in ripresa e la nomina del popolare Donald Tsang, sostituto di Tung Chee-hwa, ha contribuito a mantenere il numero di partecipanti entro i 20mila.

La Cina ha ripreso il controllo su Hong Kong nel 1997; in base ad un accordo tra Gran Bretagna e Cina, il territorio mantiene le sue leggi e il suo sistema politico. La Basic Law, la mini-costituzione di Hong Kong, garantisce che il territorio avrà un suffragio universale anche se non specifica quando.

Salutata dai sostenitori come "la coscienza di Hong Kong", Chan, che ha lasciato il Governo nel 2001, è scesa in strada per marciare per il suffragio universale per la prima volta il 4 dicembre. La marcia vide allora la partecipazione di 100mila persone e la proposta fu votata lo stesso mese.

Il Governo di Tsang ha goduto finora di una certa popolarità, grazie ai bassi livelli di disoccupazione (i più bassi dal 2003) e un surplus per la prima volta dal 1997.

Secondo alcuni la crescita economica e il miglioramento dei livelli di vita sono la vera forza trainante del progresso sociale di Hong Kong, ma per la Chan una forte economia non è abbastanza.

"Nei cuori del popolo di Hong Kong, i benefici economici non possono sostituire un sistema democratico", sostiene la Chan che sottolinea come nonostante il Governo centrale abbia mantenuto certe promesse subito dopo la riunificazione, ci sarebbero ancora degli ostacoli che negli ultimi anni hanno portato alla perdita di fiducia del popolo nel governo centrale.

C’è chi pensa che la sua partecipazione alla marcia pro-democratica sia una scusa per sondare le acque e costruire un suo sostegno per una possibile candidatura come chief executive nel 2007. Ma Chan ha risposto alle speculazioni dicendo che unico obiettivo è la "democrazia" e non ha intenzione di sostituire Tsang.

Secondo alcuni la forte partecipazione alla marcia ieri è stata anche conseguenza del cosiddetto "effetto Anson Chan". La sua partecipazione ha infatti incoraggiato molte persone a uscire allo scoperto, ma il desiderio del popolo di un suffragio universale è reale.

"La marcia del 1 luglio è più meno la continuazione di quella del 4 dicembre", dice un dimostrante. "Vogliamo un suffragio universale per una vita migliore, non solo per il suffragio in sé per sé", dice un impiegato che ha partecipato alla parata celebrativa con la moglie e la figlia, "arriverà quando sarà il momento giusto".

Ma alcuni la vedono diversamente.

"E’ importante che ci sia ora un suffragio universale, perché le condizioni economiche sono buone", dice un altro. Si tratta comunque di voci che non dividono la popolazione, ma che in un certo senso hanno coesistito per diverso tempo.

"Restiamo decisi a promuovere uno sviluppo democratico in accordo con la Basic Law verso l’obiettivo del suffragio universale alla luce dell’attuale situazione a Hong Kong", riferisce il governo in una dichiarazione in risposta alla marcia., sottolineando che prevede di proporre dei possibili modelli per applicare il suffragio entro il prossimo anno.

Ylenia Rosati

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