Hong Kong pre olimpiadi. Terrorismo? paura da pechinesi…

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31 Luglio 2008

HONG KONG: Mentre Pechino, tra le mille critiche e lo scetticismo generale, si prepara ad accogliere turisti e atleti per le ormai vicinissime Olimpiadi in un’atmosfera che è un misto tra entusiasmo e preoccupazione, ad Hong Kong si respira "un’aria diversa"!

Dopo lo scalpore dei Media locali e stranieri sulle "House Rules" e le domande soprattutto incentrate sul divieto di esporre slogan politici ed ogni riferimento al Tibet, il caos seguito ai supposti attentati a Kun Ming, e il tumulto dei giornalisti stranieri contro le confermate censure e i siti bloccati per legge, ora l’attenzione è volta tutta al fattore sicurezza.

Controlli attentissimi, effettuati da mani giovani e attente, accolgono turisti e visitatori all’ingresso alla capitale cinese. Fin dal primo passo sulla terra olimpica si è ispezionati utilizzando più diversi e ingegnosi congegni. Magliette blu e bianche indicano ovunque la presenza di giovani volontari pronti a dare informazioni e assistenza, omini in rosso e bianco siedono e passeggiano per le vie della città, anch’essi volontariamente impiegati ad assicurare e garantire l’ordine pubblico.

Ma, invece, in una Cina separata da un confine percorribile in 15 minuti e pur tuttavia da voli internazionali a basso costo, l’atmosfera olimpica è molto diversa. I primi cavalli, cavalieri e delegazioni straniere- inclusa l’Italia- stanno giungendo nella bella ma afosa Hong Kong con ordine e tranquillità, e nessuna lamentela ancora ha percorso le righe degli attenti Media locali.

Non si parla più del necessario di sicurezza né tanto meno di attentati e le Olimpiadi sembrano essere un fatto principalmente sportivo atteso come tale. Certo, è inutile ribadire che l’attenzione è tutta concentrata su Pechino, che sarà la principale protagonista con un numero di atleti che è dieci volte tanto quello di Hong Kong, ma sono pur sempre Olimpiadi quelle che si terranno nella Regione Speciale, dove pure si cerca di offrire il massimo nel loro piccolo.

Le Olimpiadi di Hong Kong o di Pechino che siano non sembrano, però, influenzare la vita degli Hong Konghini che non si fanno prendere dal panico in modo insolito. Come insolito potrebbe essere trovarsi a camminare nei pressi di una valigia perfettamente e tranquillamente parcheggiata su una soprelevata all’uscita del Centro Commerciale Sun Yuen Long nei Nuovi Territori, periferia nord di Hong Kong a 20 minuti dal confine Lok Ma Zhou con la Repubblica Popolare Cinese. Eppure l’abbandonato bagaglio non sembra aver attirato l’attenzione di nessuno. Si tratta di un normalissimo trolley da viaggio, rigido, di colore grigio, parcheggiato alla ringhiera della sopraelevata con due normalissimi lucchetti da bicicletta. E’ lì, indisturbato quasi fosse un’opera d’arte a sottolineare che la vita qui scorre serena anche quando in un punto di interscambio stradale sempre in fermento, ci si trova a oltrepassare un oggetto che logicamente si trova in un posto che non è propriamente il suo. Persino in l’Italia, o in qualunque altro paese Europeo, la vista di una valigia abbandonata "parcheggiata" in un luogo pubblico avrebbe causato sospetti e apprensione anche tra i passanti meno attenti, ma evidentemente non ad Hong Kong, dove la vita scorre calma senza ansie, in attesa a meno di 10 giorni dall’apertura delle Olimpiadi Equestri che pur camminando sotto la bandiera di Pechino pare riescano comunque a conservare caratteristiche proprie. D’altra parte si tratta pur sempre di "un paese, due sistemi".

da Hong Kong, Luisa D’Auria

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