Il via alle prime rotte sul nuovo terminal dell’aeroporto internazionale di Pechino

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3 Marzo 2008

PECHINO: Che Pechino ci abbia abituati a mutamenti e a inaugurazioni di continui spazi è qualcosa che non fa più notizia. Ma riferire dell’apertura ufficiale del nuovo Beijing Capital International Airport Building 3 e della messa in funzione totale della struttura raggiunta solo oggi, non solo può aiutarci a capire l’atmosfera con cui l’amministrazione della capitale cinese intende vincere la scommessa sulle Olimpiadi, ma può risultare anche funzionale nella valutazione la struttura che dovrebbe favorire in un’ottica d’avanguardia gli scambi aerei con il mondo. E sembra che anche questa volta i cinesi abbiano voluto sottolineare il motto "il centro del mondo siamo noi", quasi a richiamare il significato originario di ZhongGuo (Cina).

Puntualissimi stavolta: a sei mesi dall’inaugurazione dei giochi olimpici ecco inaugurata ufficialmente la nuova sezione dell’aeroporto internazionale di Pechino, il Beijing Capital International Airport (BCIA) terminal 3. E anche in questo caso la Cina ha voluto stupire. Trattasi della più grande costruzione aeroportuale sul pianeta, per di più costruita in sinergia con un’arteria stradale ad alto scorrimento, pensata per ovviare alla paralisi nei giorni di afflussi oceanici durante le tanto attese Olimpiadi.

E mentre in Italia si trascina lento e incerto il destino dell’hub di Malpensa, dall’altra parte del mondo vede la sua nascita un impianto strutturale che dovrebbe permettere a pieno regime già nei prossimi anni il rapido smistamento di oltre 90 milioni di passeggeri l’anno.

La scommessa dell’amministrazione cinese e di Norman Foester che ha curato la progettazione messa a punto poi dall’azienda inglese Arup sembra essere vinta: minimalismo strutturale per stimolare e favorire il senso di orientamento dei suoi fruitori anche nei giorni di affollamento massimo e cambiamenti di piano ridotti al minimo per favorire velocemente ogni transfer. Non mancano poi attrezzature e shop su ogni livello e in ogni corridoio di allacciamento per permettere ad ognuno di avere qualsiasi cosa portata di mano.

Costruito in tempi record e ad un costo assolutamente sorprendente per contenimento di spesa (circa 21 miliardi di RMB pari a circa 3 miliardi di dollari), l’edificio aeroportuale made in china, occupando un’area di oltre 245 acri porta Pechino ad occupare il terzo posto nella classifica mondiale degli hub aeroportuali più grandi e sviluppati.

Il minimalismo strutturale non sembra però aver lasciato adito a dubbi sulla qualità tecnica dell’opera che, assicurano i costruttori, permetterà al più grande aeroporto del mondo di posizionarsi nella lista dei più parsimoniosi per utilizzo energetico. La volta in vetro della struttura è arricchita da pannelli solari orientabili strutturati in configurazione tale da adattarsi e sfruttare, per utilizzo energetico, il rapido e impressionate cambio climatico per cui la capitale è famosa a tutti i suoi abituali frequentatori: accumulo di luce intensificato e quindi di calore per la struttura in inverno ed espansione al massimo della luminosità estiva per contenere l’utilizzo di apparecchiature d’illuminazione interna.

L’aeroporto raggiungerà la funzionalità completa con il passaggio di tutte le maggiori compagnie aeree internazionali entro la fine di marzo. Per il momento già dal 29 febbraio sono disponibili rotte gestite da Qantas Airways, British Airway e El Al Israel Airlines (gate 2), Qatar Airways (gate 6), Shandong Airlines e Sichuan Airlines (gate12). Le restanti compagnie aeree fra cui Japan Airlines, Air Macau, Cathay Pacific Airway, Dragonair, Finnair, Austrian Airlines, Air China, Air Canada, Lufthansa, Singapore Airlines, Air China, Scandinavian Airlines, Asiana Airlines, Egypt Air, All Nippon Airways, Shanghai Airlines etc inizieranno ad affollare il terminal dal 26 di marzo.

Fra i servizi che aiuteranno i passeggeri a rimediare agli errori di passaggio fra un terminal e l’altro un rapidissimo servizio di bus shuttle che permetterà la comunicazione fra tutti e tre i terminal ogni sette minuti.

Paolo Cacciato