Il commento: Cina, la speculazione si affaccia all’orizzonte

25 Luglio 2007

PECHINO: I dati dell’economia cinese del secondo trimestre riportano una crescita impetuosa, ma anche dalla vita di tutti i giorni si può percepire che si affacciano all’orizzonte segnali di fenomeni speculativi che indicano la necessità di misure correttive

Leggo gli indicatori economici del secondo trimestre cinese, ed ovviamente il dato che maggiormente colpisce è la crescita che accelera ulteriormente attestandosi all’11,9% e superando le stime precedenti. L’economia cinese si sta surriscaldando? Alcuni segnali non sono particolarmente positivi, come l’inflazione che si attesta a giugno al 4,4%, un valore più alto delle previsioni e dovuto al rincaro di diverse materie prime.

Ma al di là dei crudi dati economici, qual’è l’atmosfera della gente comune? Io faccio sempre riferimento all’equivalente cinese della oramai famosa casalinga di Voghera, e cioè la casalinga di Qingtian, con la quale ogni tanto mi sento per scambiare opinioni e consigli.

E la casalinga di Qingtian, la quale ha oramai un figlio grande e quindi pensa ad una attività in proprio, ha cercato un piccolo negozio da comprare. Così facendo ha scoperto che per la proprietà di un esercizio commerciali di 100 mq richiedono 5 milioni di RMB yuan, ovvero circa mezzo milione di euro.

Mezzo milione di euro? Ho chiesto io, avendo paura di non avere capito bene, e pensando che con circa 5000 euro al metro quadro si possono prendere delle proprietà immobiliari anche in una grossa città italiana.

E senza dover fare un business plan approfondito, è chiaro che certi prezzi sono al di fuori della portata di una attività familiare, e che solo una attività di rappresentanza di una azienda con margini operativi molto alti giustifichi tali prezzi, ma difficilmente una banca o una assicurazione stabilirà mai nella Voghera cinese i propri uffici di rappresentanza.

E proseguendo nel giro di chiacchierate sento anche l’altro amico, in passato manager di un’azienda statale di materiale elettrico, e successivamente, dopo la sua privatizzazione a seguito di una perdurante crisi, il proprietario della stessa.

Dopo aver gestito e migliorato per qualche anno l’attività, ha fatto due conti e realizzato che la rendita delle proprietà immobiliari della fabbrica era decisamente più elevata della sua operazione, ed ha quindi riconvertito la fabbrica in esercizi commerciali ed adesso vive una vita molto più rilassata anche se forse molto meno produttiva.

Sempre lui mi ha proposto un investimento un po’ speculativo, delle obbligazioni su una azienda di forte crescita ma che, proprio per questo motivo, si trova periodicamente con problemi di cash flow, e che promette per questo motivo un ritorno annuo dell’investimento del 18%.

18%? Ho chiesto io, sempre più meravigliato dal mio giro di chiacchierate.

Insomma, mi pare di capire dalle mie conversazioni che stanno emergendo dei piccoli segnali di speculazione dietro le impressionanti cifre sull’andamento della macro-economia cinese.

Una potenziale imprenditrice si ritrova nell’impossibilità di perseguire il suo sogno, un ex-operoso imprenditore preferisce convertirsi in improvvisato finanziere, ed imprenditori di successo devono promettere ritorni stellari per poter accedere al capitaledi cui hanno bisogno.

Certo Voghera non è rappresentativa dell’Italia ed i miei amici ed amiche non lo sono per la Cina, ma è comunque illuminante capire ed interpretare un quadro della situazione che di certo qualche preoccupazione desta alla dirigenza cinese, sempre alla ricerca di un equilibrio tra crescita, stabilità sociale ed il controllo di un’economia sempre più esuberante.

Marco Wong

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