Il commento: La borsa cinese impara il tempo del ballo occidentale

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25 Gennaio 2008

La psicologia degli investitori cinesi viene sempre più influenzata dalla globalizzazione. Ultimamente la conoscenza media della finanza da parte dei miei conoscenti in Cina è cresciuta enormemente e spesso le conversazioni tra amici toccano il mercato borsistico, le valutazioni delle aziende, l’economia mondiale e così via.

Sento discorsi appassionati sui multipli di tal azienda da parte dell’ insegnante di educazione fisica, esternazioni di analisi tecnica borsistica fatta da un ristoratore, le edicole sono piene di riviste che analizzano l’ andamento dell’economia, i portali dei siti web cinesi hanno tutti una sezione dedicata alla finanza e tutto questo interesse contribuisce a spiegare il recente crollo delle borse asiatiche e di quella cinese in particolare.

Infatti spesso si è ritenuto che il mercato finanziario cinese avesse un andamento tutto sommato indipendente dalle economie mondiali, e quindi potesse fare da contraltare rispetto a quello americano.

Tale convizione aveva sinora attirato l’interesse di investitori istituzionali stranieri, allettati non solo dalla continua crescita della borsa cinese, ma anche dalla sua apparente chiusura rispetto agli altri

mercati che ne faceva il potenziale oggetto di una possibile diversificazione.

Il recente crollo invece è avvenuto in maniera sincrona rispetto a quanto successo ai mercati europei ed americano che hanno reagito nervosamente al piano per lo stimolo dell’economia presentato dal presidente americano Bush, giudicato insufficiente dai mercati mondiali.

Ma come mai, mentre nel passato la Cina era in controtendenza, stavolta la reazione è stata la stessa in tutte le parti del mondo?

E’ un fatto che i flussi di capitali stranieri sono fortemente regolati in Cina e quindi non sarebbero sufficienti a modificare un trend, quello che però è determinante è la psicologia degli investitori cinesi che hanno una cultura sempre più globalizzata e consapevole di quanto succede nei

mercati internazionali.

Magari in maniera indiretta, seguendo degli opinion leader attenti a quanto avviene a livello internazionale, ma anche i mercati finanziari cinesi tenderanno sempre più a subire l’influenza del resto del mondo.

Ovviamente una rondine non fa primavera, e ci saranno in futuro tantissimi esempi di movimenti in controtendenza, ma gli investitori cinesi e quelli su qualche oceano più in là saranno sempre più uniti dalle stesse notizie sull’economia globale.

dal nostro opinionista, Marco Wong