Il commento: una nuvola grigia sulle Olimpiadi di Pechino

27 Agosto 2007

Marco Wong, esperto conoscitore di Cina, professionista nel ramo delle new and communication technologies ed opinionista su Corriere Asia vanta diverse esperienze di valore nel proprio percorso lavorativo. Dal 2004 è in Huawei Technologies, uno dei maggiori costruttori di apparecchiature di telecomunicazioni mondiali, Italia ed attualmente è Vice President della filiale italiana gestendone la rete di vendita sui principali clienti italiani.

PECHINO: Questa notte ho seguito i mondiali di atletica di Osaka, in particolare la marcia, sport che ho praticato nei miei anni giovanili ahimè con scarsi risultati personali. I risultati della gara sono stati cronometricamente poco rilevanti, così come per la maratona, a causa delle condizioni climatiche proibitive, e questa considerazione apriva le considerazioni sull’appuntamento del prossimo anno, le Olimpiadi di Pechino, che verosimilmente si svolgeranno in condizioni climatiche simili, ma con lo spettro addizionale dell’alto tasso di inquinamento che normalmente caratterizza la capitale cinese.

Mentre il caldo e l’umidità non sono fattori sconosciuti agli sportivi, visto che competizioni come le Olimpiadi si svolgono normalmente nel mese di Agosto che, ad eccezione di Sidney 2000, è un mese estivo e caldo, quello dell’inquinamento pone delle sfide meno note e più sottili da combattere.

Per esempio, la presenza di particolati nell’aria o di altri fattori inquinanti è potenziale causa di asma, ma spesso i medicinali antiasma sono tra quelli banditi per gli atleti in quanto spesso coprono i marcatori utilizzati dai testi per l’antidoping.

L’allarme è già stato dato al più alto livello, e cioè dal presidente del CIO (Comitato Internazionale Olimpico) Jacques Rogge che ha prospettato l’eventualità dello spostamento delle gare di resistenza che si svolgono outdoor, come per esempio la maratona e le gare di marcia.

Questo all’erta ha immediatamente causato delle reazioni da parte della municipalità di Pechino, che ha adottato delle misure atte a diminuire l’inquinamento, come la circolazione a targhe alterne dei veicoli privati.

Non ho dubbi che il governo prenderà molto seriamente questa minaccia, abitavo ancora a Pechino quando ci fu il primo tentativo di ospitare le Olimpiadi del 2000, che furono poi assegnate a Sidney.

In quell’occasione tutta la municipalità precettò i dipendenti pubblici per sistemare le aiuole, dare un’imbiancata ai muri e contribuire a tutti quei lavori necessari per dare un bell’aspetto alla città. Nel corso del tentativo successivo, otto anni dopo, proprio per migliorare la qualità dell’aria in occasione della visita degli ispettori del CIO, furono chiuse le fabbriche all’interno della cerchia urbana.

Di certo Pechino vorrà evitare scene di atleti in crisi respiratorie durante la maratona, la gara più rappresentativa delle Olpimpiadi, trasmesse dalle televisioni di tutto il mondo, e prenderà tutti i provvedimenti, anche i più drastici, per pulire l’aria in occasione di quelle due settimane in cui sarà al centro delle attenzioni del mondo.

L’interrogativo è se questa sia anche la buona occasione per introdurre dei provvedimenti che agiscono sul sistema cinese, e garantire una buona qualità dell’aria non solo per due settimane a Pechino, ma anche nel resto della Cina e per gli anni a venire.

Ma questa, temo, è una sfida ben più difficile del vincere una medaglia alle Olimpiadi.

Marco Wong

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