Il commento: Yuriko Koike, una nuova “Condi Rice” al governo giapponese?

5 Luglio 2007

TOKYO: La stampa internazionale la definisce ormai la "Condi Rice" del Giappone. E’ la 54 enne Yuriko Koike, il nuovo ministro della difesa, succeduto ieri al dimissionario Fumio Kyuma, invitato caldamente a lasciare il Governo dopo le sue "scomode" affermazioni inerenti all’inevitabilità, o per meglio dire, alla necessità degli attacchi atomici statunitensi per la difesa giapponese dall’invasione sovietica.

Una dichiarazione che oltre ad aver fatto il giro del mondo, ha indignato l’intero Giappone e ha fatto crollare l’indice di gradimento popolare dell’attuale premier Shinzo Abe, già fortemente segnato da una serie di mezzi scandali e da un team di ministri inaffidabile in termini di rassicurante coordinazione politica: ripensiamo al suicidio del ministro dell’agricoltura con una lettera testamento indirizzata proprio ad Abe, le innumerevoli polemiche che hanno riacceso la questione sulle "comfort women", l’atteggiamento filostatunitense proiettato all’intesa per il riarmo giapponese e la creazione di uno scudo d’intercettazione missilistica per tutelarsi da Pyongyang, la linea di ferro assunta durante il dialogo del Six Party e lo stallo di Hanoi nelle trattative per il disarmo nucleare nordcoreano.

Sta di fatto che lo striminzito 30% di consenso popolare per l’attuale guida dell’LPD è crollato negli ultimi giorni al di sotto del 28%. Un’atmosfera pericolosa se consideriamo l’avvicinarsi dell’elezioni parlamentari per il rinnovo della Camera Alta previsto per il prossimo 29 di luglio.

Ed ecco che Abe corre ai ripari. E la risposta più opportuna a salvare la faccia sembra essere offerta dall’onorevole Koike, un vero e proprio "tecnico" in parlamento. La bella signora, difatti, d’ottima cultura, esperta delle dinamiche geopolitiche e d’intervento militare nel Medio Oriente, viaggiatrice convinta con una fluente conoscenza della lingua inglese ed araba è molto amata all’estero, sulla scena delle relazioni geopolitiche difatti, ha saputo distinguersi per l’alto livello di professionalità, per il coinvolgimento e la dedizione sul lavoro e per il carattere carismatico.

E’ lo stesso osservatore del Japan Times, Eric Johnston a far notare oggi, nel profilo tracciato sul neoministro giapponese, quanto la popolarità di Koike all’estero, fra i circoli politici e diplomatici, la circondi di grande aspettative per un suo incarico addirittura nella guida del LPD, reso zoppo dalla linea Abe.

Ma in Giappone Koike è conosciuta per ben altro: è risaputo infatti il suo legame politico e di crescita ideologica all’interno dell’LPD fra le fila più conservatrici del partito. Basti pensare, difatti, al suo coinvolgimento con la destrosissima Nippon Kaigi, (Conferenza del Giappone), l’istituto para-politico di riforma nazionalista che comprende al suo interno oltre il 60% degli attuali parlamentari giapponesi, e che ha visto nella direzione, prime della sua entrata al governo, lo stesso Shinzo Abe. Famosa per il clima d’acceso nazionalismo e di rifiuto dall’ammissione di colpe di storica memoria, quali il massacro di Nanchino o lo sfruttamento ai danni delle comfort women, la Nippon Kaigi ha segnato i primi passi per Koike sulla scena politica giapponese e il trampolino di lancio alla sua carriera. Il neo ministro della difesa, difatti, rimane dichiaratamente un’accesa sostenitrice di una riforma scolastica dura e che riaccenda il patriottismo nei giovani, e si esprime con grande perplessità in merito alle colpe nipponiche durante la fase imperialista in Asia.

Un background ideologico che comunque non sembra oscurare la professionalità di Koike e i traguardi raggiunti negli ultimi anni: figlia di un magnate giapponese del petrolio, ha fin da giovane per motivi famigliari avuto stretti contatti con la realtà medio orientale, ha studiato all’Università del Cairo e condotto una serie di programmi sul satellite giapponese inerenti al mondo del business già dalla fine degli anni ’80, un periodo delicato per un Giappone che nello scenario economico doveva risollevarsi dallo scoppio della bolla speculativa. E’ entrata in politica nel ’92 a fianco della coalizione di Hosokawa. Dopo un inizio di carriera politico segnato dalla critica alla linea dell’LPD, nel 2002 Koike accetta di sedere fra le fila del Partito Liberal Democratico e diviene molto vicina a Koizumi e ottiene da lui incarichi importanti come il Ministero per l’ambiente nel 2003 e Ministero di Stato per le relazioni con Okinawa nel 2004.

Ora anche Abe si aspetta molto da lei: basta gaffes e soprattutto un rilancio netto del prestigio della linea di riforma intrapresa dall’attuale Governo.

Paolo Cacciato

0/5 (0 Reviews)

ti è piaciuto questo contenuto?

esprimi il tuo giudizio

0/5 (0 Reviews)