Il governo malesiano blocca le licenze ai nuovi produttori di biofuel

a cura di:

Archiviato in: in
6 Luglio 2006

KUALA LUMPUR: La fame di biofuel sta aumentando così velocemente in Malesia, che il governo ha deciso di bloccare le licenze ai nuovi produttori, mentre le industrie cercano di destreggiarsi tra le necessità alimentari e quelle energetiche.

Yusuf Basiron, capo esecutivo della Malesiana Palm Oil Council, ha dichiarato, in un’intervista, che al momento ci sono molti impianti di biodiesel, che le riforniture dell’olio di palma saranno limitate, poiché non sono sufficienti né al settore alimentare né a quello energetico. ‘Il governo deve mantenere un bilanciamento nella suddivisione delle risorse’.

Il combustibile ‘verde’, sta diventando una realtà. Con il prezzo del petrolio che ha toccato i 75.40 dollari al barile, molti stati dall’Europa all’Asia, stanno investendo in questa fonte alternativa di energia.

Su un totale di 87 richieste ricevute per la produzione di biodiesel, il governo malesiano ne ha approvate 32, e grazie a queste industrie si prevede una produzione di energia pulita pari ad un ammontare di 3 milioni di tonnellate l’anno.

‘Questo mostra quanto attragga l’industria del biodiesel’, ha dichiarato Yusuf, ‘ma noi dobbiamo avere qualche idea per decidere come vadano allocate le risorse per il biodiesel e quelle per il cibo’.

Il biodiesel, tecnicamente è un carburante alternativo ottenuto da fonti rinnovabili quali oli vegetali e grassi animali, analogo al gasolio derivato dal petrolio, e rispetto al gasolio riduce le emissioni nette di ossido di carbonio del 50% circa e del 78% quelle di anidride carbonica, perché il carbonio che emette è quello già presente nell’atmosfera e che la pianta ha fissato durante la sua crescita e non, come nel caso del gasolio, carbonio che era rimasto intrappolato da tempi remoti nella crosta terrestre.

La Malesia è il paese leader nella produzione di biodiesel. Si aspetta di produrne 120.000 tonnellate nel 2006 e edi raggiungere la quota delle 500.000 tonnellate nel 2007.

Visto l’interesse per questa forma di energia alternativa il governo malesiano vuole evitare possibili situazioni in cui si possa verificare una carenza della materia prima per la produzione del combustibile, e un conseguente innalzamento dei prezzi.

Marianna Sacchini

Siamo a lavoro sul nuovo Corriere Asia!

Ricevi una notifica quando sarà Online
Ok voglio ricevere la notifica :) 
close-link