Il “Not Made In China”, ultima trovata Europea

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22 Febbraio 2006

"NOT MADE IN CHINA" è un nuovo marchio che forse leggeremo presto sulle etichette di vestiti di alta moda, elettrodomestici delle grandi marche e forse, perché no, anche sui piccoli oggetti di uso quotidiano.

Prima a richiedere il marchio è stata proprio una ditta italiana, di Bologna, oggi in attesa di sapere se il bollo "not made in china" verrà approvato o meno.

L’idea del marchio è stata proposta l’8 Febbraio dall’Unione Europea e nel giro di 3 mesi, se non si presenteranno dissensi particolari, la griffa "not made in China" uscirà sul mercato.

Come hanno accolto la notizia i cinesi? Per qualcuno è quasi un affronto al mercato cinese, "significa disprezzare i prodotti cinesi ed emarginare l’ economia di questo paese."

Questa sembra essere l’opinione generale, ma non è mancato chi ha intravisto un senso di timore e inferiorità di fronte al gigante asiatico.

"E’ chiaro che l’occidente ha timore della nostra crescita e del nostro sviluppo economico, è indiscutibilmente una decisione nata dall’insicurezza che il progresso della Cina ha generato nel resto dell’Occidente. E’ una forma di lotta alla concorrenza, forse non troppo leale" afferma qualcuno.

Lealtà concorrenziale? Forse l’Occidente dovrebbe rifletterci.

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