Il prezzo della pirateria in Cina

20 Giugno 2006

SHANGHAI: La pirateria in Cina è costata all’industria cinematografica ben 2.7 miliardi di dollari lo scorso anno, e coloro che hanno subito il maggior numero di perdite sono state le società locali, riferisce uno studio.

L’industria cinematografica cinese ha perso quasi 1.4 miliardi di dollari di profitti, per colpa della pirateria lo scorso anno, mentre quella americana ha subito una perdita pari a 565 milioni di dollari, stando ai dati forniti dalla Motion Picture Association (MPA).

Lo studio ha anche rivelato che internet sta diventando la maggiore fonte di pirateria in Cina.

I film scaricati illegalmente, attraverso siti web commerciali, sono costati all’industria cinematografica 1.04 miliardi di dollari in Cina lo scorso anno, mentre i dvd pirata hanno causato la perdita di 1.63 miliardi di dollari in profitti.

"La pirateria online è la nuova tendenza in Cina, ed è difficile da combattere", sostiene Xiao Lian, direttore del Centro per gli studi americani, a capo della ricerca.

Il suo studio ha rivelato che le multe servono a ben poco nella lotta alla pirateria, e ha chiesto un maggior ricorso alla corte e alla detenzione, sicuramente più efficace dei semplici avvertimenti.

Sempre secondo lo studio, la crescita in termini di incassi ai botteghini in Cina è rallentata, fino al 30% lo scorso anno.

L’associazione si è più volte lamentata del difficile accesso al mercato cinematografico in Cina, dove solo 20 società straniere ricevono ogni anno l’autorizzazione, a cui poi si aggiunge il problema della censura. Basti pensare al "Codice Da Vinci", tolto dagli schermi nonostante il successo registrato nell’arco di due settimane o a "Mission Impossibile III", la cui proiezione è prevista per il 20 luglio nella sua versione censurata, dopo aver eliminato le parti che secondo le autorità davano un’immagine negativa di Shanghai, dove è stato girato parte del film. Entrambi i film sono già disponibili in versione dvd pirata, venduta per 10 yuan (1 euro) o anche meno.

Ylenia Rosati

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