Il trampolino per il design ed il commercio italiano in Giappone: Shiodomeitalia Creative Center

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27 Agosto 2007

TOKYO: La Dottoressa Kiyoko Tsujita, dopo aver lavorato per 10 anni in un’azienda pubblicitaria qui a Tokyo, si è trasferita in Italia, dove è stata altri 10 anni, lavorando come interprete, giornalista e lettrice di lingua giapponese all’Università di Bologna. Alla fine, chiamata a svolgere il suo attuale lavoro, è tornata a Tokyo nel febbraio di quest’anno, con la carica di Direttrice dell’Ufficio Marketing di Shiodomeitalia Creative Center (SCC).

Corriere Asia: Dottoressa Tsujita, potrebbe descriverci in breve le attività di SCC e tracciarne un profilo?

Kiyoko Tsujita: Per prima cosa, SCC non è un’associazione no-profit, ma un’azienda, il cui obbiettivo è la diffusione della cultura e del modo di vivere italiano, contemporaneamente alla promozione dell’attività commerciale italiana in Giappone. La chiave di volta su cui si sviluppa tutto questo discorso è il "design", inteso non solo come arte grafica, ma anche come progettazione della vita; design inteso come qualcosa che modifica e migliora la vita delle persone, avendo sempre comunque saldi legami con l’economia. Il concetto di design che facciamo nostro è lo stesso espresso da Bruno Munari, a cui verrà dedicata una mostra dal 12 ottobre, dopo la fine di "Invito a tavola", e cioè che il design è qualcosa di cui tutti, e non solo un’elite, devono godere nella vita quotidiana.

CA: Che rapporti ci sono con Comune Shiodome e come è nato SCC?

KT: Quando l’area di Shiodome è stata divisa in 5 lotti nell’ambito del progetto di rivalorizzazione denominato Shiodome-Sio, i proprietari terrieri del lotto No 5 si sono riuniti nell’associazione no-profit Comune Shiodome e hanno deciso di ristrutturare la loro zona in modo che rispecchiasse l’assetto urbanistico di una medio-piccola città italiana, ispirandosi nello specifico a Reggio-Emilia.

L’idea era quella di creare un quartiere vivibile e a misura d’uomo, dove alle abitazioni si abbinassero gli uffici ed i negozi, ma anche l’arte e la cultura, rappresentati in questo caso da noi, senza cui non ci sarebbe afflusso di gente che non sia per mero business.

SCC è nato anche per impulso di alcuni membri di Comune Shiodome (Akira Otsuka è Presidente di entrambe le associazioni), ma noi siamo indipendenti, ed il nostro Direttore Generale, il Sig. Miura, non fa parte di Comune Shiodome.

CA: SCC ha sviluppato delle partnership con diverse associazioni italiane. Ce ne può parlare?

KT: Attualmente i nostri partner sono la Triennale di Milano, che ha un suo spazio espositivo permanente, l’associazione Reggio Children, che si occupa di educazione ed infanzia e con cui abbiamo organizzato workshop e seminari durante la Golden Week (N.d.A.: ponte che cade tra fine aprile/inizi maggio), la scuola di design e moda di Milano Domus Academy, e stiamo stringendo rapporti anche con Slow Food, Fiera di Milano e l’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo, con la cui collaborazione organizzeremo dei corsi di lingua nei nostri spazi. Inoltre sono presenti anche con i loro uffici le rappresentanze di diverse Camere di Commercio italiane, come quelle di Milano e di Firenze. La partnership funziona nel modo in cui noi forniamo assistenza ed eventualmente promozione per quanto riguarda il Giappone, fungendo anche da "sportello" estero, e dall’altra parte riceviamo materiali, input e proposte di eventi.

CA: Può descriverci gli spazi fisici di cui dispone SCC?

KT: Dunque, abbiamo quattro aree espositive, una che è lo spazio permanente a disposizione della Triennale di Milano, attualmente occupato da "Invito a Tavola", uno showroom al piano terra e due sale rispettivamente di 300 e 700 m2 al primo piano. Tutti questi spazi sono a disposizione sia per gli eventi organizzati da noi che per i nostri partner, ma li possiamo anche affittare a tutte quelle ditte che decidono di farsi conoscere in Giappone. C’è inoltre una piccola biblioteca/galleria a cui possono accedere solo i membri del Club di SCC, fornita con i materiali che ci forniscono i nostri partner, altrimenti difficilmente reperibili in Giappone.

CA: SCC si occupa quindi anche di promozione diretta di aziende italiane?

KT: Certamente. Come dicevo prima, il nostro scopo è quello di promuovere la cultura italiana e le attività delle aziende italiane in Giappone, con un occhio di riguardo a tutto ciò che è particolare e meno conosciuto, non il classico e superficiale "Made in Italy" con cui i giapponesi hanno già familiarità.

Se un’azienda ha interesse a farsi conoscere in Giappone e a cominciare un’attività qui, non deve che contattarci: noi ci occupiamo di promozione, supporto marketing, servizio stampa e quant’altro può servire, compresa l’organizzazione di mostre nei nostri spazi. Inoltre è un servizio di cui possono usufruire non solo le aziende, ma anche Comuni, Regioni, ecc..

I contatti avvengono prima con la nostra sede qui e poi attraverso la nostra incaricata in Italia, a Milano.

Naturalmente esiste una selezione: per poter accedere ai nostri servizi il committente deve rispondere a certi requisiti, e quindi non essere portatore di un interesse prettamente commerciale ed economico, ma avere anche un valore aggiunto che rientri in un ambito culturale, discriminante in base alla quale decidiamo se accettare o meno un incarico.

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Gigi Boccasile