Incriminato Hwang Woo-suk, lo scienziato dei “cloni falsi”

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15 Maggio 2006

SEUL: Da esperto di clonazione a specialista della contraffazione. Hwang Woo-suk, lo scienziato sud-coreano che appena un anno fa, dalle pagine della prestigiosa rivista Science, aveva annunciato al mondo d’aver creato le prime cellule staminali "su misura"(finalizzate cioè alla terapia di malattie genetiche incurabili) e il primo cane fotocopia (Snuppy, "l’invenzione del 2005" secondo il settimanale americano Time Magazine) è stato incriminato dal tribunale di Seul per "frode, sottrazione di fondi e violazione delle leggi sulla bioetica", a conclusione di un’indagine durata cinque mesi.

Hwang Woo-suk, 53 anni, sembrerebbe così essere l’artefice di uno dei più grossi bluff che abbia mai investito il mondo della ricerca a livello internazionale. Non solo, infatti, egli avrebbe falsificato i risultati degli esperimenti sugli embrioni clonati, ma si sarebbe anche avvalso di finanziamenti illeciti (pari a 2,8 miliardi di won, più di tre miliardi di dollari) per acquistare ovuli umani da impiegare nelle ricerche e per corrompere politici, amministratori e responsabili di varie associazioni affinché sostenessero il lavoro della sua equipe.

Un lavoro di cui non resta già più alcuna traccia: dagli archivi delle riviste Science e Nature sono infatti stati cancellati tutti gli articoli riguardanti i risultati delle sperimentazioni dei laboratori di Seoul. Oltre a Hwang, altri cinque scienziati sono stati incriminati. Lo scandalo era scoppiato nel novembre scorso, in seguito all’accusa di aver utilizzato ovociti prelevati da due ricercatrici del suo gruppo e alla messa in discussione delle sue scoperte da parte dei creatori della pecora Dolly, Ian Wilmut, dell’Università di Edimburgo e Keith Campbell, dell’Università di Nottingham. I due ricercatori britannici avevano chiesto – con una lettera pubblicata su Science — un’ulteriore verifica dei dati scientifici forniti, come quella da loro effettuata dopo l’annuncio della clonazione di Dolly, su cui pure gravò il sospetto di frode. Due settimane dopo, è stato lo stesso Hwang a chiedere a Science di ritirare la relazione che tanto aveva fatto scalpore. "Perché contiene delle imprecisioni, non perché sia falsa", aveva dichiarato in una conferenza stampa convocata il 16 dicembre a Seoul. Le indagini, però, lo hanno doppiamente sconfessato.

Raffaella Serini