India, 2 miliardi di dollari per raddoppiare i lanci di satelliti in orbita.

2 Agosto 2007

Entro il 2012, sui cieli dell’India ruoteranno altri 25 satelliti ultra tecnologici. È quanto pianificato in ambito aerospaziale dal Governo di New Delhi, per l’11esimo Piano Quinquennale. La notizia è stata data nei giorni scorsi da G. Madhavan Nair, direttore dell’Indian Space Research Organization (ISRO, l’agenzia spaziale indiana, con sede principale a Bangalore), e presidente della Space Commission. A dar manforte all’attuazione del progetto, gli oltre 2 miliardi di dollari stanziati, che nei prossimi cinque anni andranno a finanziare la costruzione di 15 satelliti della serie INSAT per telecomunicazioni e 10 mezzi spaziali a controllo remoto. Parte degli investimenti saranno destinati anche all’adeguamento delle piattaforme aerospaziali presenti sul territorio, in modo da più che raddoppiare la capacità media dei lanci annuali, passando dai 2 attuali ai 5 previsti entro il 2012.

Secondo il Governo Indiano, questa politica di sviluppo avrà ripercussioni positive per l’ISRO, così come per le industrie indiane del settore, originando anche l’avvicinamento di nuovi e crescenti capitali stranieri, provenienti da Paesi alla ricerca di piattaforme in ‘outsourcing’ per il lancio dei propri satelliti. Tuttavia, pur avendo come obbiettivo lo spazio, il disegno presentato da Madhavan Nair ha i piedi saldamente poggiati a terra. Grazie all’aumento dell’efficacia dei trasmettitori presenti in orbita e alla loro interazione con un’estesa rete senza fili (WLL), saranno migliorate, infatti, anche le tecnologie di telecomunicazione nelle aree rurali. Si tratta di una scelta strategica fondamentale per una nazione in rapida crescita come l’India, destinata a favorire lo sviluppo economico nelle zone depresse del paese, dove le carenze di infrastrutture e telecomunicazioni hanno inibito a lungo le attività imprenditoriali, causando l’iper concentrazione di capitali e forza lavoro a ridosso di poche, affollatissime metropoli. Nuove applicazioni andranno poi ad interessare la qualità dell’istruzione e la diffusione dell’alfabetizzazione, oltre ad intensificare la rete di rilevamento meteorologico, importantissima per un paese la cui economia interna è fortemente legata all’agricoltura. Tutt’altro che marginale poi l’incremento della rete radiotelevisiva, che migliorerà la diffusione delle pellicole di bollywood anche nei villaggi più sperduti.

Dando uno sguardo ai numeri, si nota che la crescente spinta attuata da New Delhi nel settore aerospaziale sia stata proporzionale all’aumento del fabbisogno di servizi, cui sono seguiti gli stanziamenti. Rispetto ai 500 milioni di dollari del 2001, si è passati al miliardo del 2007, arrivando agli oltre 2 miliardi previsti per il 2012. Tanto è bastato a proiettare l’ISRO tra le prime 6 agenzie spaziali al mondo, raggiungendo la Russia in quanto ad investimenti, e avvicinando la Cina (1,2 miliardi di dollari) e il Giappone (1,6 miliardi di dollari). Ancora lontane l’europea ESA e la statunitense NASA, rispettivamente con budget di 3,5 e 16 miliardi di dollari.

A conferma del crescente peso riconosciuto all’ISRO sulla scena internazionale, l’India ospiterà la 58esima edizione dell’International Astronautical Congress (IAC-2007). Si tratta di uno dei più prestigiosi appuntamenti mondiali in ambito aerospaziale, organizzato da International Astronautical Federation (IAF), International Academy of Astronautics (IAA) ed International Insistute of Space Law (IISL). Dal 24 al 28 settembre prossimi, ad Hyderabad, esperti provenienti da ogni parte del mondo si confronteranno sul tema del miglioramento della qualità della vita per l’uomo attraverso le tecnologie aerospaziali. Ambito in cui l’India potrebbe presto diventare un punto di riferimento. Ulteriori approfondimenti sono disponibili al sito www.iac2007.org

Emanuele Confortin