India: Aids, una seria minaccia per l’economia

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21 Luglio 2006

NUOVA DELI: La diffusione dell’Aids in India finirà per avere un serio impatto sull’economia del Subcontinente nei prossimi dieci anni, a meno che il Governo non si decida a intervenire al più presto, sostiene uno studio condotto dal gruppo di ricerca economico di Nuova Deli in collaborazione col Programma per lo Sviluppo delle Nazioni Unite e l’Organizzazione per il controllo dell’Aids del Governo indiano.

Lo studio dichiara che il tasso medio di crescita del GDP del Paese — attualmente l’8% – potrebbe diminuire dell’1% nei prossimi 10 anni qualora nulla fosse fatto per bloccare l’epidemia dell’HIV. Considerato lo studio più importante sull’Aids finora condotto in India, la ricerca è stata accompagnata anche da una valutazione sull’impatto socioeconomico dell’epidemia in India.

Il rapporto ha ovviamente scatenato dei forti dibattiti a Nuova Deli, e alcuni ne hanno messo in dubbio la metodologia, confutando anche le stime presentate.

"Nel 2005 il numero di persone infettate dal virus HIV ha superato i 5 milioni e questa cifra prevede di quintuplicarsi toccando i 20-25 milioni entro il 2010, con un chiaro impatto sull’economia nazionale", sostiene il rapporto.

Quante siano attualmente le persone malate di Aids in India è tuttora fonte di controversie.

Un rapporto dell’Unaids a maggio ha rivelato che il Subcontinente ha superato il Sud Africa quale Paese con il maggior numero di malati di Aids, circa 5.7 milioni.

Ciononostante, il ministro della Sanità indiano continua a sostenere che il numero delle infezioni sia rimasto stabile a 5.2 milioni.

Come parte della campagna di sensibilizzazione dell’organizzazione, le autorità hanno annunciato questa settimana l’approvazione della proposta di legalizzare l’omosessualità in India, dichiarando che la criminalizzazione e marginalizzazione dei gay non fa che ostacolare gli sforzi per estirpare il virus dell’HIV.

La legge contro l’omosessualità fu introdotta nel 1861 dal governo britannico, durante la dominazione coloniale, rendendo punibili i gay con 10 anni di prigione.

Sebbene la legge sia difficilmente seguita da azioni giudiziarie, la paura di ritorsioni, discriminazioni e molestie da parte della polizia o altri gruppi "spinge gli omosessuali a nascondersi, non potendo così accedere ai servizi e alle informazioni sul rispetto delle norme sanitarie per quanto concerne il sesso sicuro togliendogli il coraggio di farsi avanti per effettuare test HIV.

Ylenia Rosati

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