India: arrivano i Giganti del retailer

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14 Giugno 2006

NUOVA DELI: Come la Cina , anche l’India sta assistendo al boom dello shopping.

Ma mentre i cinesi permettono a metà dei maggiori retailer mondiali di costituire i loro negozi nel Paese, la situazione è un po’ diversa in India.

Gli scintillanti centri commerciali indiani vendono qualsiasi cosa acquistabile a Singapore, Dubai e Londra, e sempre più prodotti stranieri – dalle auto alle semplici T-shirt- sono realizzati in franchising.

I negozi Shopper’s Stop, lo sviluppo del Calcutta South City, l’HyperCity di Mumbai, il primo supermercato in stile occidentale indiano, non sono che una dimostrazione di questo boom.

Negli anni’50 i controlli del Governo hanno incoraggiato un certo snobbismo in India, come dimostrano i grandi negozi allora realizzati sul modello di Harrods di Londra.

Ora tutto sta cambiando.

Con la nuova filosofia di libero mercato, il primo ministro Manmohan Singh darà probabilmente libero accesso ai retailer stranieri. WalMart, K Mart, Ikea e la catena britannica Tesco stanno infatti mirando a quello che presto diventerà uno dei maggiori mercati al mondo. Già stimate attorno ai 258 miliardi di dollari annuali, le vendite del retail prevedono di crescere ancora fino a quota 415 miliardi, nei prossimi 4 anni.

La crescita del GDP indiano dell’8%, dalla metà degli anni’90, ha portato prosperità a molte persone, e non solo a coloro che vivono nei grandi centri urbani. Si stima che entro il 2010 circa 2/3 su 1.1 miliardi di indiani, con un’età compresa tra i 14 e 65 anni, diventeranno avidi compratori di qualsiasi cosa che verrà pubblicizzata sugli schermi televisivi o sulle riviste di lusso.

Tuttavia, il fronte di sinistra, da cui dipende il Governo di coalizione di Singh per i suoi voti, non vuole sentire parlare di retailer stranieri. Uno dei timori è infatti che ciò possa causare un’ondata massiccia di disoccupazione, e che le importazioni dei brand di lusso possano finire per corrompere i sani gusti locali.

Ciononostante, i centri commerciali sono in pieno boom.

Ma sono più che semplici centri commerciali. Pavimenti e mura di marmo, fontane intermittenti e gelidi condizionatori d’aria li rendono luoghi di relax e passatempo.

HyperCity e Shoppers’Stop appartengono alla famiglia Raheja, con il suo impero immobiliare, mentre il tycoon Sunil Mittal sta invece investendo in Tesco.

Ylenia Rosati

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