India, in concorrenza con Cina, corteggia Birmania per gas naturale

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13 Marzo 2006

NEW DELHI: Il presidente indiano, Abdul Kalam, è riuscito inaspettatamente ad ottenere in questo week-end una visita ufficiale di quattro giorni in Birmania, senza però arrivare ad accordi sostanziali sul gas, le cui riserve pare facciano gola anche alla Cina. « L’India sta tentando in tutti i modi di migliorare le relazioni bilaterali con la Birmania, soprattutto nell’ambito della competizione in corso con la Cina », sostiene un politologo birmano. La Cina, già da tempo impegnata nello sfruttamento delle risorse naturali birmane, ha firmato alla fine del 2005 un accordo per il progetto di una pipeline che collegherebbe le riserve di gas dell’ovest della Birmania con la provincia cinese sud-occidentale dello Yunnan. È un accordo simile a quello che l’India ha strappato giovedì alla Birmania, con cui quest’ultima condivide una frontiera di 1.640 chilometri. Si tratta, comunque, di un accordo ben lontano dal soddisfare New Delhi che, da diversi anni, sta cercando di raggiungere una transazione più concreta, del valore di 3 miliardi di dollari, per la creazione di un gasdotto che attraverserà il Bangladesh fino a Calcutta. L’India ha fatto di tutto affinché questo viaggio – il primo di un presidente indiano in un paese governato da un regime militare dal 1962 – rafforzasse gli scambi bilaterali con un paese dove attualmente vivono circa un milione di indiani. Tuttavia, sostengono gli analisti, qualunque sia la chiave della competizione sino-indiana, i benefici finiranno lo stesso nelle tasche della giunta, a discapito della popolazione.

Ylenia Rosati

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