India, dopo il caso Pesti-Cola controlli anche sul cibo

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28 Agosto 2006

NUOVA DELI: In India è ormai esplosa una controversia di enormi proporzioni, conseguenza naturale del caso ribattezzato "Pesti-Cola", ovvero la scoperta della presenza di sostanze pesticida all’interno di alcune bevande analcoliche. Del caso si occupano ancora i laboratori indiani, che stanno in questi giorni monitorando un elevato numero di campioni di soft drinks alla ricerca di un responso definitivo sulla qualità delle bevande commercializzate nel subcontinente.

La questione si è ora allargata ad altri prodotti commestibili. I giornali indiani e le associazioni dei consumatori hanno scavalcato il recinto che delimitava i dubbi al solo mercato delle bevande e si interrogano adesso sulle condizioni dell’intero cibo che finisce nei loro piatti. E nonostante dagli ambienti scientifici giungano risposte che inducono a non creare nessun allarme, l’India si interroga seriamente sulla qualità dei propri alimenti e si chiede se i pesticidi, le sostanze chimiche, i fertilizzanti e tutto ciò che contamina il proprio cibo, sebbene al di sotto dei livelli previsti dai regolamenti nazionali, possa provocare dei danni alla salute delle persone.

In attesa di nuovi sviluppi della vicenda, coloro che sono maggiormente preoccupate sono probabilmente le più grosse produttrici di bevande del mondo, la Pepsi e la Coca Cola, le quali temono di registrare, per il secondo anno consecutivo, un calo delle vendite nel paese asiatico.

Roberto Rais

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